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giovedì 13 agosto 2009

Via tutto l'amianto dalla Lombardia entro il 2016

Amianto: siti bonificati 35%, livello fibre nell'aria ovunque "trascurabile".

Procede a pieno regime, secondo tempi e modalità previste, l'attuazione del Piano Regionale Amianto Lombardia, il programma approvato dalla Regione nel 2005, che coinvolge l'azione di tre assessorati - Reti e Servizi di Pubblica utilità, Sanità e Qualità dell'Ambiente - e il cui obiettivo finale è la rimozione completa da tutto il territorio di questo materiale entro il 2016.
Due i dati salienti che emergono dalla Relazione 2008 (terzo anno di attività): primo, che la bonifica dei siti interessati dalla presenza di questo materiale e il suo smaltimento riguardano già il 35% del totale; secondo, che il livello di fibre nell'aria è ovunque "trascurabile", largamente al di sotto della soglia di rischio per la salute dell'uomo.
Il Piano prevede una serie di interventi che vanno dal censimento e la mappatura della presenza di amianto sul territorio (effettuato anche con metodi innovativi come le immagini aeree), all'individuazione dei siti prioritari da bonificare, alle azioni vere proprie di bonifica e smaltimento.
Altro elemento importante è il monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto dell'aria, che ha mostrato come tutti i valori registrati siano ampiamente sotto i limiti di legge, vicini al minimo rilevabile dagli strumenti (0,02 - 0,07 fibre/litro). Queste concentrazioni sono fino a 100 volte inferiori a quelle misurate nel 1990, quando la presenza di amianto nell'aria era causata dai freni e dalle frizioni delle auto.
La presenza di tetti amianto negli edifici non costituisce dunque di per sé un rischio, perché il rilascio di fibre da queste strutture è pressoché inesistente quando in buono stato di conservazione. Completano il quadro le azioni di tutela sanitaria e di formazione: controllo sulle malattie causate dall'amianto, in particolare i mesoteliomi, su cui esiste uno specifico Registro che monitora i casi di questa malattia; ricerca e sorveglianza sanitaria delle persone esposte all'amianto; aggiornamento del personale delle Asl e dell'Arpa. I risultati delle azioni e il raggiungimento degli obiettivi sono stati unanimamente condivisi dalla Conferenza Regionale Amianto che si è tenuta lo scorso 26 novembre e che ha visto la partecipazione, insieme alla Regione - rappresentata da tre Direzioni Generali (Sanità, Qualità dell'Ambiente, Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile) - di ARPA Lombardia, ASL Lombarde, Unione delle Province Lombarde (UPL), Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) organizzazioni datoriali e sindacali.
La Lombardia è stata la prima Regione a interessarsi del problema amianto fin dall'inizio degli anni Ottanta con vari programmi e azioni e anche la prima a dotarsi di un Piano per la sua completa eliminazione. L'amianto è stato un materiale ampiamente utilizzato, soprattutto in edilizia, fino a circa quindici anni fa, quando è stato vietato per la sua pericolosità per la salute.
Al 28 febbraio 2009 sono state censite 28.200 strutture (23.972 private e 4.228 pubbliche) con presenza di amianto. Di queste, più del 35% sono già state bonificate (5.228 pari al 18,5%) o sono in fase di bonifica (4.879 pari al 17,3%).
A supporto del censimento, che prosegue, Arpa Lombardia ha realizzato una mappatura delle coperture in cemento amianto mediante un sensore iperspettrale MIVIS utilizzato per riprese aeree effettuate a luglio e agosto 2007. Da questa mappatura, è emersa una stima complessiva sulla presenza di amianto in Lombardia, pari a circa 2.800.000 metri cubi.
Il monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto dell'aria viene effettuato attraverso postazioni presenti in tutte le province lombarde. I valori rilevati sono ovunque molto bassi, ampiamente al di sotto dei limiti di legge, in molti casi vicini o addirittura inferiori al minimo rilevabile dagli strumenti.
Da alcuni anni è inoltre in corso il campionamento, effettuato dal Dipartimento di Pavia dell'Arpa, per la ricerca di fibre di amianto nell'area ex Fibronit. Anche in questo caso i valori rilevati sono molto bassi. La ricerca delle fibre ultrafini, effettuata dal 2006, ha dato gli stessi risultati (valori trascurabili).
Nel corso del 2008 è stata completata la bonifica di sei importanti strutture pubbliche: Scuola comunale di viale Brianza (Milano), Stazione Centrale di Milano, Università Statale di Milano, Ospedale Sacco (Milano), Policlinico (Milano) e Ospedale Maggiore (Milano). In applicazioni di parametri nazionali, sono stati inoltre individuati 88 siti prioritari dove effettuare le bonifiche.
Tra questi, il più importante è l'area dello stabilimento ex Fibronit di Broni (nei cui impianti si producevano manufatti di cemento amianto come tubi e lastre per coperture). Le operazioni di messa in sicurezza e bonifica sono in corso. Sono attualmente in fase di istruttoria presso la Giunta Regionale e presso le Provincie istanze di autorizzazione per nuove discariche e impianti di trattamento che potranno costituire modalità di smaltimento alternativa.
È in fase di predisposizione da parte della giunta regionale un piano di innovazione tecnologica finalizzato alla individuazione di nuove modalità di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.
È stato istituito nel 2007 il registro dei lavoratori esposti ed ex esposti all'amianto per i quali è prevista una sorveglianza sanitaria che prevede innanzitutto una azione di informazione per i soggetti interessati, oltre che esami e visite specifiche. Sempre dal 2007 le Asl effettuano anche la ricerca attiva di ex esposti.
Nel corso del 2008, 60 tecnici (30 di Asl e ospedali e 30 di Arpa) hanno frequentato un corso di formazione e aggiornamento sulle normative e le attività di prevenzione e controllo legate all'esposizione all'amianto.

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