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giovedì 9 luglio 2009

Scuola. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale

Un documento di Anci Lombardia sul ridimensionamento scolastico.

Il Direttivo di Anci Lombardia ha approvato un documento in cui ricorda l'impegno profuso dai Comuni Lombardi nell'applicazione puntuale e scrupolosa delle norme relative al dimensionamento scolastico e chiede che l'assegnazione delle risorse umane, siano essi di Personale docente o A.T.A., consideri le reali necessità espresse dalle famiglie lombarde.
L’Anci Lombardia chiede di confermare le assegnazioni in organico di fatto di Personale docente in servizio presso le Scuole dell'infanzia nell'a.s. 2008/09 e assegnare ulteriori risorse umane, sempre per la Scuola dell'Infanzia, alla luce dell'incremento della domanda di servizi espressa dalle famiglie. Infine chiede di applicare puntualmente il criterio della spesa secondo criteri standard e non più sulla base della spesa storica. In tal modo, pur rinviando alle Regioni la competenza in materia di dimensionamento, il Governo potrebbe finalmente assegnare alle Regioni il Personale docente A.T.A. in funzione di dati oggettivi, quali la popolazione scolastica, il rapporto alunni per classe e docenti per alunni, il numero dei plessi funzionanti, ecc.
Di seguito il testo del documento inviato il 7 luglio al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, al presidente della Regione Lombardia, all’assessore regionale Istruzione, Formazione e Lavoro, al direttore Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia; al presidente dell’ANCI Nazionale.

Il Consiglio Direttivo di Anci Lombardia, riunito in data 7 luglio 2009,
vista la sentenza n. 200 del 2 luglio 2009 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimi due punti dell’art. 64 del D.L. n. 112/98, convertito nella Legge 6 agosto 2008, n. 133, che prevedevano la competenza statale in materia di individuazione di criteri, tempi e modalità per il dimensionamento della rete scolastica, nonché delle misure necessarie a ridurre i disagi derivanti dalla chiusura e/o accorpamento di scuole situate in piccoli Comuni;
visto il Piano programmatico predisposto in data 4 settembre 2008 dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi del citato art. 64 della L. 133/08;
vista la Legge 4 dicembre 2008, n. 189, che ha disposto il differimento all’anno scolastico 2010/11, previa apposita intesa in sede di Conferenza Unificata, delle attività di dimensionamento della rete scolastica, con particolare riferimento ai punti di erogazione del servizio;
visti gli schemi di regolamento ministeriale per la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico e per la razionalizzazione della rete scolastica, nonché i decreti relativi ai criteri di assegnazione delle risorse umane (Personale Docente e A.T.A.);
considerato il lavoro svolto dai Comuni lombardi sin dal 1999, in sede di applicazione del D.P.R. 18 giugno 1998, n. 233, che fissava criteri e parametri per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e che in Lombardia è stato puntualmente rispettato, al punto che la media della popolazione scolastica è attualmente di n. 845 alunni per istituto autonomo;
considerate le esigenze espresse dalle famiglie lombarde sia per quanto riguarda il modello organizzativo a 40 ore (scuola dell’infanzia e primaria) e prolungato (alla secondaria di 1° grado);
visti i dati relativi alla popolazione scolastica, in aumento costante nella nostra regione, con progressivo incremento dell’utenza straniera e quindi di situazioni che necessitano di risorse per l’integrazione scolastica;
visto il notevole incremento della domanda di servizi educativi per quanto riguarda la Scuola dell’Infanzia, per la quale a tutt’oggi non è stata confermata l’assegnazione delle risorse in organico di fatto per l’anno scolastico 2008/09,
esprime forte preoccupazione per la possibile dequalificazione del sistema scolastico lombardo, per il quale i Comuni offrono da sempre un contributo sia in termini di supporto economico sia in termini di coprogettazione e ampliamento dell’offerta formativa e di servizi;
sottolinea l’impegno profuso dai Comuni lombardi nell’applicazione puntuale e scrupolosa delle norme relative al dimensionamento scolastico. In proposito si rileva che la distribuzione sul territorio regionale di tanti punti di erogazione del servizio consente la presenza capillare delle scuole anche in località montane, o disagiate o nei Comuni di minori dimensioni demografiche, ove la comunità scolastica risulta essere l’unico centro di aggregazione sociale per giovani e adulti. I Comuni lombardi con grande difficoltà potranno procedere ad ulteriori riduzioni dell’offerta, tramite chiusura o accorpamento di plessi, soprattutto in questo momento in cui il rinvio alle Regioni, e non più allo Stato, della definizione dei criteri di dimensionamento potrebbe portare alcune realtà, quale quella rappresentata dai Comuni lombardi, all’adempimento del proprio dovere, a fronte di realtà nelle quali non è ancora iniziata l’applicazione del D.P.R. n. 233, approvato il 18 giugno 1998;
chiede che l’assegnazione delle risorse umane, siano esse di Personale docente o A.T.A., consideri le reali necessità espresse dalle famiglie lombarde. Pertanto si segnala la necessità di:
a. - confermare le assegnazioni in organico di fatto del Personale docente in servizio presso le Scuole dell’infanzia nell’a.s. 2008/09;
b. - assegnare ulteriori risorse umane, sempre per la Scuola dell’infanzia, alla luce dell’incremento della domanda di servizi espressa dalle famiglie;
c. - assegnare il Personale docente in grado di soddisfare la domanda di tempo pieno o prolungato, sulla base delle richieste già inoltrate dalle Scuole agli Uffici Scolastici Provinciali;
d. - considerare le difficoltà di applicazione del Decreto Ministeriale 17 giugno 2009 relativo al Personale A.T.A., alla luce delle oggettive esigenze dettate dalle articolazioni degli istituti autonomi, che in Lombardia sono soprattutto costituiti da Istituto comprensivi, funzionanti su più Comuni e soprattutto su più plessi, spesso distanti tra loro;
e. - applicare puntualmente il criterio della spesa secondo criteri standard e non più sulla base della spesa storica, come giustamente viene affermato dal Governo. In tal modo, pur rinviando alle Regioni la competenza in materia di dimensionamento, il Governo potrebbe finalmente assegnare alle Regioni il Personale docente e A.T.A. in funzione di dati oggettivi, quali la popolazione scolastica, il rapporto alunni per classe e docenti per alunni, il numero dei plessi funzionanti, ecc. (non si comprenderebbe, a questo punto, il mantenimento di istituzioni autonome in Regioni ove la media della popolazione scolastica per scuola fosse inferiore al n. di 500, limite minimo fissato dal D.P.R. 18.6.98, n. 233);
f. - la costituzione di tavoli permanenti di monitoraggio e verifica, al fine di rendere concreto il contributo offerto dagli Enti locali nella pianificazione del servizio scolastico, chiamati non solo a finanziare spese a pie’ di lista ma a svolgere attivamente e responsabilmente il ruolo che le recenti norme sul decentramento amministrativo loro assegnano.

Bandi regionali in scadenza

Scade il 21 luglio il bando per il Dottorato di ricerca su Istituzioni, Amministrazioni e Politiche Regionali (Bando XXV Ciclo - Anno scolastico 2009-2010)

Anche quest'anno l'I.Re.F. promuove il Dottorato di ricerca su Istituzioni, Amministrazioni e Politiche Regionali, arrivato alla terza edizione. Si tratta di un'iniziativa con la quale la Regione Lombardia vuole formare i dirigenti del futuro, che siano esperti degli assetti istituzionali e delle politiche pubbliche delle Regioni italiane, in particolare proprio della Lombardia.
Il Dottorato, di durata triennale, è organizzata in collaborazione con l’Università di Pavia insieme alle Università Statale di Milano, Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano. I posti dell’edizione di quest’anno sono 18, dei quali 9 godranno di borse di studio. Il termine per la presentazione delle domande scade il 21 luglio p.v. Per maggiori informazioni si può consultare il sito dell'Iref.

Scade il 22 luglio il bando per ottenere finanziamenti dalla Regione per la realizzazione di progetti sulla sicurezza percepita.

Regione Lombardia intende promuovere e sostenere iniziative progettuali in grado di rispondere, attraverso l’attuazione di percorsi di informazione/sensibilizzazione e di formazione, alle nuove necessità di sicurezza che accompagnano le trasformazioni sociali e culturali in atto, rafforzando attraverso tali interventi la percezione pubblica della sicurezza stessa. Questo obiettivo ha come assunto la convinzione che la sensazione di insicurezza fa crescere la domanda di sicurezza reale. Agire pertanto per favorire l’aumento di consapevolezza e lo sviluppo di competenze per affrontare situazioni di criticità, significa agire per aumentare l’empowerment degli individui e delle comunità.
Per perseguire questo obiettivo Regione Lombardia, in coerenza con il PSR VIII Legislatura e con i principi della “nuova statualità”, intende, in un’ottica di sussidiarietà, indirizzare le azioni da attuare, riconoscendo al contempo il ruolo degli attori locali, valorizzando i soggetti che sul territorio animano la società lombarda e che sono in grado di aprire spazi di creatività e di espressione costruttiva, nella logica del perseguimento di un “Sistema Integrato di Sicurezza”.
L’iniziativa, che si concentra nell’arco del secondo semestre 2009, rappresenta una misura che si inserisce in un complesso di altre misure di policy regionale e che si pone come volano del processo di posizionamento del “bene pubblico sicurezza” a livello locale e di rafforzamento della cooperazione tra soggetti istituzionali e non.
La somma riservata all’iniziativa ammonta complessivamente a euro 700.000,00. I contributi sono concessi per il cofinanziamento di progetti rivolti a giovani, anziani, donne e famiglie, per la realizzazione di:
-- iniziative di sensibilizzazione e formazione/informazione specificatamente mirate ai giovani ed alla crescita del loro livello di “rischio percepito” rispetto a: fenomeni in espansione come bullismo, cibersecurity, sicurezza stradale, sicurezza sportiva; favorendo al contempo l’avvicinamento consapevole a stili di vita sani;
-- iniziative specificatamente mirate alla sicurezza degli anziani ed alla loro tutela rispetto agli episodi di microcriminalità diffusa e con particolare attenzione, ad esempio, alle problematiche delle truffe;
-- iniziative rivolte alle donne e mirate a sviluppare il loro livello di sensibilizzazione e prevenzione del rischio e di protezione della propria incolumità personale;
-- iniziative rivolte alle famiglie, intervenendo soprattutto con azioni mirate a sviluppare le capacità genitoriali di lettura di comportamenti espressione di possibile disagio dei ragazzi.
Per gli interventi sopra indicati, Regione Lombardia concede per il 2009 un contributo pari ad un massimo del 50% delle spese ritenute ammissibili e comunque non superiore a 50.000 euro, intesa come cifra totale di cofinanziamento, indipendentemente dall’importo del progetto.
I soggetti possibili beneficiari sono soggetti privati senza scopo di lucro, quali Associazioni, Fondazioni, Organizzazioni di volontariato, Federazioni ed Enti di promozione sportiva; enti locali: Comuni capoluogo di Provincia, Comuni associati secondo le forme previste dal T.U. Ordinamento Enti Locali (D.Lgvo 276/00), Comunità Montane, Unione di Comuni, Province.
I progetti devono rispondere ai seguenti requisiti:
a) Target di riferimento:
-- giovani di età compresa tra i 12 e i 30 anni;
-- anziani, a partire dai 65 anni di età;
-- donne;
-- famiglie.
b) Tipologia di intervento da attuare:
-- informazione/sensibilizzazione;
-- percorsi di formazione.
Per la presentazione della domanda di contributo è necessario utilizzare l’apposita modulistica allegata.La domanda, compilata con apposita modulistica, con la documentazione richiesta, deve pervenire entro il termine perentorio del 22 luglio 2009 entro le ore 12.

Solo dal rubinetto

Un lancio di Adnkronos ci informa che lo stato australiano di New South Wales studia se non sia possibile ridurre il consumo dell'acqua imbottigliata.
Rivolta ambientalista contro le bottiglie di plastica.
Paese australiano beve solo dal rubinetto.
Rassegna stampa.

Una Adnkronos di oggi ci dice che a Bundanoon, paesino australiano di 2.500 anime e meta turistica a sudovest di Sydney, gli abitanti hanno deciso di bandire l'acqua delle bottiglie di plastica e di tornare a contenitori riciclabili da riempire al rubinetto o anche alla fontanella.
“L'acqua in bottiglia è indispensabile in diverse zone dell'Australia e del mondo, ma noi non ne abbiamo davvero bisogno perché quella dell'acquedotto è ottima”, ha spiegato un residente, Huw Kingston, che ha guidato la campagna. “Non siamo un gruppo di Verdi deliranti, ma è un modo per impegnarci come comunità a favore dell'ambiente”, ha aggiunto lo stesso Kingston, citato dal quotidiano britannico “Independent”.
L'iniziativa di Bundanoon, tutta su base volontaria, ha ricevuto il plauso delle organizzazioni ambientaliste, si legge nel quotidiano, e ora ha spinto il governo dello stato New South Wales, il più popoloso dell'Australia, a studiare se non sia possibile ridurre il consumo dell'acqua in bottiglia.
Da noi si potrebbe intanto cominciare, soprattutto da parte dei giovani, ad aiutare il comune a mantenere pulito il verde pubblico evitando di abbandonare i contenitori di acqua e bibite a terra, magari a due passi da un cestino o da una campana per la raccolta differenziata del vetro e delle lattine; un costume, per fortuna non molto diffuso, che tuttavia – non nascondiamocelo - contribuisce a dare di Brembio una immagine non desiderata di paese “trasandato”.

Nel Lodigiano la crisi si vede

Riprendiamo da Il Cittadino di oggi tre articoli, i primi due firmati da Lorenzo Rinaldi e l’altro da Sara Gambarini incentrati sui temi della crisi che interessa pesantemente le attività produttive ed il commercio anche nel Lodigiano.
Rassegna stampa.

Somaglia - In attesa che la misura venga ufficialmente approvata la ex Metecno resta in vendita: due gli acquirenti. Crisi Alusteel, c’è l’intesa con i sindacati. Un anno di cassa integrazione straordinaria per 48 dipendenti.

Somaglia - C’è un segnale positivo nella lunga crisi della Alusteel, ex Metecno, l’azienda metalmeccanica di Somaglia per la quale si cerca da tempo un nuovo acquirente. Per i sindacati la situazione resta allarmante (la Cgil parla di caso «drammatico»), ma l’incontro di martedì ha portato a una prima intesa sul futuro dei lavoratori.
L’ipotesi di lavoro sulla quale i rappresentanti dell’azienda e i sindacati dei metalmeccanici stanno ragionando è quella di chiedere un anno di cassa integrazione straordinaria per tutti i 48 attuali dipendenti della ditta. Questo permetterebbe di garantire uno stipendio ai dipendenti mentre proseguirebbero i contatti per il passaggio di proprietà dell’azienda. «L’intesa di massima sulla cassa integrazione straordinaria è stata trovata - conferma Luca Magnani, segretario provinciale della Fiom Cgil -: l’incontro di martedì si è tenuto in azienda con il liquidatore, adesso siamo in attesa di essere convocati dalla Direzione regionale del lavoro di Milano per ratificare ufficialmente l’accordo. Rimangono comunque alcune difficoltà, perché l’azienda non sarebbe in grado di anticipare la quota di indennità di cassa in carico all’Inps. Per il caso dei lavoratori della Alusteel sarà probabilmente necessario anche fare qualche ragionamento con le banche». Se l’intesa raggiunta martedì verrà formalizzata, i lavoratori della ex Metecno di Somaglia dovrebbero dunque passare dalla cassa integrazione ordinaria (che prosegue ormai da diversi mesi a causa della carenza di ordini) a quella straordinaria. «In un biennio la normativa garantisce 52 settimane di cassa integrazione ordinaria - dice Magnani -, l’azienda ha ancora a disposizione solo cinque giorni. La prospettiva della cassa straordinaria dunque rappresenta una soluzione, almeno temporanea».
Nel frattempo restano due le aziende in lizza per rilevare la Alusteel. «La rosa dei possibili acquirenti si è ristretta, perché fino a poche settimane fa avevamo notizia di quattro soggetti interessati - conferma Magnani -, a quanto pare tuttavia sarebbero state scartate le offerte che non garantivano tutele occupazionali adeguate, un particolare sul quale noi sindacati abbiamo posto l’attenzione ormai da parecchio tempo». La Alusteel di Somaglia, che fa parte del gruppo industriale Pozzoli di Grassobbio (Bergamo) si occupa di verniciature industriali e ha rilevato l’attività di Somaglia dalla Metecno.

Il secondo articolo fa l’elenco delle aziende lodigiane che recentemente hanno chiesto la cassa integrazione ordinaria: si tratta di Fratelli Baggi, Lg, Carbo System, Scomes, Raddital e Aseg Galloni.
Rallentano altre 6 ditte lodigiane: coinvolti un centinaio di lavoratori.

Sono un centinaio i lavoratori coinvolti dalle ultime richieste di cassa integrazione ordinaria. Le aziende sono sei, dislocate in tutto il territorio lodigiano. Appartengono al settore metalmeccanico, uno dei più colpiti dalla crisi economica. Alla base delle richieste di cassa integrazione ordinaria c’è il brusco calo degli ordini, che ha costretto le aziende a rallentare la produzione. In alcuni casi, le ditte hanno chiesto proprio pochi giorni fa il rinnovo della cassa integrazione, dopo che avevano esaurito i periodi di cassa già concessi all’inizio dell’anno.
La Fratelli Baggi di Lodi (pressofusione), azienda del polo di San Grato, ha chiesto il rinnovo della cassa integrazione ordinaria per altre 13 settimane. La cassa è stata chiesta per un massimo di 15 lavoratori tra operai e impiegati: dovrebbe partire il prossimo 13 luglio e proseguire fino al 31 luglio, interrompersi poi per le vacanze di agosto e riprendere il 24 agosto. Cassa integrazione ordinaria anche alla Lg-Lavorazioni Grafite di Caselle Landi (stampi in grafite), ultima propaggine lodigiana prima della provincia di Piacenza. La Lg-Lavorazioni Grafite ha chiesto 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo di 13 lavoratori. La cassa dovrebbe scattare il prossimo 3 agosto per una settimana, essere sospesa poi per le vacanze e riprendere il 17 agosto. La Carbo System di Caselle Landi ha poi chiesto 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo di 8 dipendenti a partire dal 3 agosto. Proseguono le casse in altre due ditte della Bassa, la Scomes di Castiglione d’Adda e la Raddital di Fombio.
La Scomes (apparecchiature elettriche ed elettroniche) ha chiesto 3 settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo di 45 lavoratori dal 20 luglio all’8 agosto. Dovrebbe poi essere osservata la sosta per le vacanze estive. I sindacati segnalano però come la ditta potrebbe chiedere dalla fine di agosto un anno di cassa integrazione straordinaria per una parte dei 68 dipendenti. Alla fine di ottobre 2009, peraltro, la Scomes dovrebbe esaurire le 52 settimane di cassa integrazione ordinaria che la normativa prevede in un biennio.
La Raddital di Fombio (apparecchiature elettriche ed elettroniche) ha chiesto 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo di 8 dipendenti, a partire dal prossimo 20 luglio fino al 31 luglio. Dopo la pausa estiva, la cassa dovrebbe ripartire il 31 agosto. Infine la Aseg Galloni di San Colombano al Lambro (strumenti odontoiatrici ed odontotecnici) ha chiesto altre 13 settimane di cassa integrazione ordinaria per un massimo di 13 dipendenti, a partire dal 20 luglio. In quest’ultimo caso, però, i sindacati devono ancora incontrare i responsabili dell’azienda per fare il punto della situazione.

A Casale, ci racconta l’ultimo articolo, si moltiplicano le chiusure di attività commerciali e la crisi economica continua a far sentire i suoi effetti. Però c’è un caso in controcorrente.
Dal supermarket una speranza di lavoro.
Il Famila che sorgerà sull’area della ex Samor cerca personale.

In tempo di recessione economica la scure della disoccupazione non ha risparmiato neppure Casalpusterlengo, dove, alle conseguenze della crisi che hanno coinvolto numerose aziende del territorio e altrettante attività commerciali, si è sommata anche la riorganizzazione della Lever. Così, in un momento in cui la domanda di lavoro è altissima e l’offerta di posti decisamente risicata, a Casale, in vista dell’apertura di un nuovo supermercato, la ricerca di personale apre un varco. Per fine anno infatti nella zona ex Samor il Famila di Casale dovrebbe aprire definitivamente i battenti.
Promosso dall’amministrazione Pagani nell’ambito del piano di recupero dell’area ex Samor (approvato nel 2006, ndr), il nuovo supermercato nasce in una zona tuttora orfana tanto di servizi di prima necessità quanto di negozi di vicinato. Pertanto ai residenti del villaggio Pilota e agli abitanti del quartiere “acquedotto”, il nuovo anno dovrebbe offrire un servizio nuovo, comodo ed efficiente di cui potranno beneficiare presto anche gli inquilini dei nuovi palazzi e delle nuove abitazioni sorte proprio in rapporto alla riqualificazione dell’area dell’ex oleificio di fronte a cui ora svetta un nuovo piccolo quartiere.
In questo momento però ciò che più interessa è la richiesta di lavoro avanzata dal Famila che come ogni attività in fase di avviamento necessita di personale sufficiente a gestire il servizio. Per il momento ad essere richieste sono quattro tipologie professionali: il commesso addetto alle vendite, l’addetto al reparto salumi e formaggi, l’addetto al reparto macelleria e infine l’addetto al reparto ortofrutta. Chi fosse interessato a recapitare il proprio curriculum può farlo già da ora inviando un fax al numero 0377 436974 riportato anche sui cartelloni pubblicitari posti da qualche tempo all’ingresso del cantiere.


Nel frattempo però per le vie della città le serrate cominciano a farsi frequenti. Infatti dopo le chiusure invernali di “Fiori di pesco”, “Stock House” e “Casa della Lana”, l’ultima attività ad uscire di scena è stata la profumeria di via Largo Casali (lato destro venendo dalla piazza, ndr) ma per il momento dall’assessorato a commercio e attività produttive giungono soltanto ipotesi. «L’attuale piano al commercio ha in parte precluso l’apertura di nuove attività - ha dichiarato il neo assessore alla partita Marzio Rossetti - ma prima di mettere in atto un nuovo piano credo sia necessario approfondire la conoscenza dell’attuale situazione per proporre un progetto che sia sostenibile e che tenga conto delle richieste e delle necessità che ci vengono segnalate». Pertanto al momento non si muove ancora nulla anche se fra i punti più fermi spunta chiaro l’intento di rivedere il sistema viabilistico interno al paese in virtù di una viabilità che invogli ad entrare a Casale e non ad uscire.

La sagra di luglio a Zorlesco

Su Il Cittadino di oggi, Francesco Dionigi ci informa che domenica 26, a Zorlesco, si terrà la tradizionale processione in onore dei patroni santi Nazario e Celso.
Zorlesco si prepara alla sagra di luglio.
Salta la gara ciclistica, in programma balli e fuochi artificiali.

Rassegna stampa.

È pronto il programma di manifestazioni culturali, ricreative ed a carattere religioso della festa patronale di Zorlesco, dedicata ai santi Nazario e Celso. Un programma che risente decisamente del clima generale di "austerity" in atto a Casalpusterlengo alla luce delle note difficoltà economico-finanziaria del comune. A pagarne il prezzo sarà in modo particolare la storica corsa ciclistica della sagra zorleschina, che affonda le sue radici fino al lontano 1945, al termine della seconda grande guerra mondiale, e che quest’anno non si farà a causa degli alti costi organizzativi. Rimane di fatto l'antica tradizione della processione con le statue dei santi patroni per le vie del paese che si tiene normalmente la domenica mattina, 26 luglio, nell'ambito della santa Messa solenne che vedrà come sempre la partecipazione di tutte le autorità civili celebrata dal parroco don Giampiero Chioda.
Le manifestazioni a carattere sportivo, culturale e ricreativo sono organizzate dalla Polisportiva Zorlesco presieduta da Giancarlo Grandi, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Casalpusterlengo, la parrocchia, l'organismo di partecipazione della frazione e le associazioni locali.
Si parte con un gustoso “aperitivo” domenica 19 luglio: un concerto alle ore 18 con il gruppo Charl&stone di Musicarte Drumers che presenta un gruppo di batteristi e percussionisti, presso il parco della storica villa Vistarini-Biancardi nell'ambito del programma estivo di "Domenica in villa". Ogni domenica infatti la villa liberty zorleschina, popolarmente nota come il Castello, poiché pare sia sorta sulle fondamenta di un più antico castello esistente in loco, è aperta al pubblico per visite guidate dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15,30 alle 18,30.
Il clou delle celebrazioni interesserà però l’ultimo finesettimana del mese. Sabato 25 e domenica 26 luglio sono in programma alle ore 21 due serate musicali con balli sotto le stelle presso il giardino del ristorante-pizzeria Bella Venezia. Domenica 26 luglio in serata, alle ore 22,15 è in programma lo spettacolo pirotecnico ad illuminare di mille colori il cielo padano dal Centro Sportivo Comunale di via Vistarini. Infine lunedì 27 luglio, alle ore 20,45, presso la chiesa parrocchiale si svolgerà una solenne cerimonia funebre per ricordare tutti i defunti del paese. Per l'intera durata del periodo della sagra patronale zorleschina saranno attivi il luna park in piazza della Vittoria e la pesca di beneficenza presso l'oratorio San Giovanni Bosco di via Vistarini con ricchi premi in palio.

Interpellanza di Concordati sulla diabrotica

Laura Gozzini ritorna sul tema del mais infestato dalla diabrotica, informandoci di una interpellanza in Regione del consigliere regionale Gianfranco Concordati presentata ieri. L’articolo è tratto da Il Cittadino.
Diabrotica, stato di calamità per danni oltre il 30 per cento.
Rassegna stampa.

I dati segnalati dalla provincia di Lodi parlano chiaro, l’attacco di diabrotica rischia di mettere in ginocchio interi raccolti di mais. E con la stessa chiarezza il consigliere regionale Gianfranco Concordati ha sollecitato, nell’interpellanza presentata ieri, il riconoscimento dello stato di calamità naturale laddove i danni siano uguali o superiori al 30 per cento del suolo impiegato a mais, che non si incorra insomma nell’errore di sottovalutare il problema. Senza eccedere in allarmismi certo, ma neppure soprassedendo alla «necessità di una iniziativa più forte e attenta riguardo a un problema che oggi si presenta in maniera virulenta».
L’allarme diabrotica investe le pianure del nord Italia da ormai 10 anni esatti e regione Lombardia è tra quelle ricomprese a pieno titolo nella classificazione di “zone infestate”, quindi come tale soggetta a misure fitosanitarie di contrasto, ma v’è dell’altro, l’eccezionalità della corrente annata agraria, «caratterizzata dal riscontro sul campo di livelli di infestazione di diabrotica ben oltre la dimensione mostrata nelle precedenti annate e potenzialmente estendibile ad altri tipi di coltivazione, anche se in forma diversamente invasiva». Per tutte queste ragioni, e considerata l’estensione - sono 380mila gli ettari coltivati a mais in Lombardia - e importanza - «il mais rappresenta l’alimento indispensabile per fare latte, carne e suini di qualità» - della produzione, Concordati intende quindi venire a conoscenza delle iniziative messe in campo dall’assessorato all’Agricoltura lombardo: «Vorremmo sapere quali azioni sono state avviate, quale sia la quantificazione del danno e se, di conseguenza non si ritenga di decretare lo stato di crisi per calamità naturale nell’ipotesi sia pari o superiore al 30 per cento».
L’interpellanza estende poi lo sguardo di là delle strette misure preventivate, per capire se oltre a quelle «siano stati attivati tavoli di confronto con le associazioni agricole dei coltivatori e produttori dirette ad individuare ulteriori specifiche misure di monitoraggio e contrasto», se altre ne siano state pensate in previsione dell’annata 2010 «allo scopo di evitare il protrarsi delle situazioni emergenziali verificatesi quest’anno».

Sbaglia chi dice che gli extracomunitari sono un disvalore

Greta Boni su Il Cittadino di oggi ci informa che l’economia lodigiana tiene duro grazie alle imprese degli stranieri.
Rassegna stampa.

L’economia lodigiana tiene duro. Grazie alle piccole aziende che fanno i salti mortali per non lasciare a casa i dipendenti, ma anche grazie alle imprese straniere. Nel 2008 si contavano 962 ditte individuali con titolare extracomunitario, pari cioè al 9,7 per cento; nel giro di un anno, il loro numero è cresciuto del 13,3 per cento, la cifra più alta di tutta la Lombardia. Le ditte con proprietario proveniente dall’Unione europea, invece, sono 352 e sono salite del 19,3 per cento, lo rivela l’ultimo rapporto annuale della Camera di Commercio di Milano dedicato alla “Milano produttiva”, uno studio realizzato dall’ufficio studi. Il mondo produttivo diventa sempre più “meticcio”, un fenomeno che coinvolge anche il resto della regione, gli stranieri che decidono di lanciarsi in un’attività sono sempre più numerosi.
«È un momento difficile, come mostrano i dati di quest’anno, in rapida evoluzione con nuovi scenari che emergono e segnali mutevoli - dichiara Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Ma con un punto fermo: la responsabilità del mondo economico e imprenditoriale, la capacità di chi vive e lavora in questa realtà di reagire a queste difficoltà. In un’economia che cambia anche per la sempre maggiore presenza di stranieri, per la sempre maggiore specializzazione nell’innovazione». Il panorama economico si fa sempre più globale, per questo secondo Sangalli è opportuno puntare sulle infrastrutture e sulla capacità di attrarre investimenti e risorse, soprattutto in un momento di difficoltà come questo.
In provincia di Lodi, nel periodo 2005-2008, il numero delle imprese attive è passato da 15.256 a 16.314, viceversa il tasso di crescita ha subito un rallentamento. La “voce” che sembra davvero volare alta sul territorio è quella legata alle esportazioni, che toccano quota 20 per cento, una performance che solo la provincia di Pavia riesce a eguagliare.
Purtroppo, le previsioni per il futuro hanno quasi tutte il segno meno davanti. La Camera di commercio di Milano ha cercato di stabilire il valore aggiunto di ogni settore, nel 2009 sarà l’industria a pagare il prezzo più grande, con un -13,8 per cento, seguita a ruota dal -8,5 delle costruzioni; anche l’agricoltura e i servizi non se la passeranno bene, con perdite del -2,7 e -0,8 per cento. Per quest’anno la produzione della ricchezza subirà un calo del 4,9 per cento. Qualche timido miglioramento si inizierà a intravedere nel 2010, quando nel complesso l’economia toccherà un +0,1 per cento. L’andamento dell’agricoltura, settore principe per il nostro territorio, però, raggiungerà un -0,9, l’industria -0,6 e le costruzioni -0,4, gli unici a salvarsi saranno i servizi, con +0,5.

Le procedure per l’approvazione del PGT

Il contenuto dell’articolo 13 della legge regionale 12/2005.
Siamo intervenuti ieri con l’articolo “Stravincere non è carta bianca” sulla prassi prevista dalla legislazione regionale per l’approvazione degli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (PGT). Ci ritorniamo qui riportando per esteso l’articolo 13 riprendendolo dal testo coordinato della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12 "Legge per il governo del territorio". L’articolo 13 si riferisce all’approvazione degli atti costituenti il piano di governo del territorio. In parentesi quadre le note ai diversi commi.

Art. 13 - Approvazione degli atti costituenti il piano di governo del territorio.
1. Gli atti di PGT sono adottati ed approvati dal consiglio comunale. In fase di prima approvazione del PGT i comuni con popolazione superiore a 2.000 abitanti approvano il documento di piano, il piano dei servizi ed il piano delle regole mediante un unico procedimento. [Il comma e' stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. t), della l.r. 14 marzo 2008, n. 4]
2. Prima del conferimento dell’incarico di redazione degli atti del PGT, il comune pubblica avviso di avvio del procedimento su almeno un quotidiano o periodico a diffusione locale e sui normali canali di comunicazione con la cittadinanza, stabilendo il termine entro il quale chiunque abbia interesse, anche per la tutela degli interessi diffusi, può presentare suggerimenti e proposte. Il comune può, altresì, determinare altre forme di pubblicità e partecipazione.
3. Prima dell’adozione degli atti di PGT il comune, tramite consultazioni, acquisisce entro trenta giorni il parere delle parti sociali ed economiche.
4. Entro novanta giorni dall’adozione, gli atti di PGT sono depositati, a pena di inefficacia degli stessi, nella segreteria comunale per un periodo continuativo di trenta giorni, ai fini della presentazione di osservazioni nei successivi trenta giorni. Del deposito degli atti è fatta, a cura del comune, pubblicità sul Bollettino ufficiale della Regione e su almeno un quotidiano o periodico a diffusione locale.
5. Il documento di piano, il piano dei servizi e il piano delle regole, contemporaneamente al deposito, sono trasmessi alla provincia se dotata di piano territoriale di coordinamento vigente. La provincia, garantendo il confronto con il comune interessato, valuta esclusivamente la compatibilità del documento di piano con il proprio piano territoriale di coordinamento entro centoventi giorni dal ricevimento della relativa documentazione, decorsi inutilmente i quali la valutazione si intende espressa favorevolmente. Qualora il comune abbia presentato anche proposta di modifica o integrazione degli atti di pianificazione provinciale, le determinazioni in merito sono assunte con deliberazione di giunta provinciale. In caso di assenso alla modifica, il comune può sospendere la procedura di approvazione del proprio documento di piano sino alla definitiva approvazione, nelle forme previste dalla vigente legislazione e dalla presente legge, della modifica dell’atto di pianificazione provinciale di cui trattasi, oppure richiedere la conclusione della fase valutativa, nel qual caso le parti del documento di piano connesse alla richiesta modifica della pianificazione provinciale acquistano efficacia alla definitiva approvazione della modifica medesima. In ogni caso, detta proposta comunale si intende respinta qualora la provincia non si pronunci in merito entro centoventi giorni dalla trasmissione della proposta stessa. [Il comma e' stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. u), della l.r. 14 marzo 2008, n. 4]
5 bis. Fino all’approvazione del piano territoriale regionale, i comuni appartenenti a province non dotate di piano territoriale di coordinamento vigente trasmettono il documento di piano, il piano dei servizi e il piano delle regole alla Regione, contemporaneamente al deposito. La Regione formula un parere vincolante in relazione ai propri indirizzi di politica territoriale, entro centoventi giorni dal ricevimento della relativa documentazione, decorsi inutilmente i quali il parere si intende reso favorevolmente. Il comune è tenuto, nei confronti della Regione, a quanto previsto nel comma 7, secondo periodo. [Il comma è stato aggiunto dall’art. 1, comma 1, lett. c), num. 1), della l.r. 14 luglio 2006, n. 12 e successivamente modificato dall'art. 1, comma 1, lett. v), della l.r. 14 marzo 2008, n. 4]
6. Il documento di piano, contemporaneamente al deposito, è trasmesso anche all’A.S.L. e all’A.R.P.A., che, entro i termini per la presentazione delle osservazioni di cui al comma 4, possono formulare osservazioni, rispettivamente per gli aspetti di tutela igienico-sanitaria ed ambientale, sulla prevista utilizzazione del suolo e sulla localizzazione degli insediamenti produttivi.
7. Entro novanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni, a pena di inefficacia degli atti assunti, il consiglio comunale decide sulle stesse, apportando agli atti di PGT le modificazioni conseguenti all’eventuale accoglimento delle osservazioni. Contestualmente, a pena di inefficacia degli atti assunti, provvede all’adeguamento del documento di piano adottato, nel caso in cui la provincia abbia ravvisato elementi di incompatibilità con le previsioni prevalenti del proprio piano territoriale di coordinamento, o con i limiti di cui all’articolo 15, comma 5, ovvero ad assumere le definitive determinazioni qualora le osservazioni provinciali riguardino previsioni di carattere orientativo.
7 bis. Il termine di cui al comma 7 è di centocinquanta giorni qualora, nella fase del procedimento di approvazione del PGT successiva all’adozione dello stesso, si svolgano le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale. [Il comma e' stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. a), della l.r. 3 ottobre 2007, n. 24.]
8. Qualora nel piano territoriale regionale vi siano determinazioni che devono obbligatoriamente essere recepite da parte del comune nel documento di piano, lo stesso è tenuto nei confronti della Regione a quanto previsto nei commi 5, primo periodo e 7, secondo periodo.
9. La deliberazione del consiglio comunale di controdeduzione alle osservazioni e di recepimento delle prescrizioni provinciali o regionali di cui ai commi precedenti non è soggetta a nuova pubblicazione.
10. Gli atti di PGT, definitivamente approvati, sono depositati presso la segreteria comunale ed inviati per conoscenza alla provincia ed alla Giunta regionale.
11. Gli atti di PGT acquistano efficacia con la pubblicazione dell’avviso della loro approvazione definitiva sul Bollettino Ufficiale della Regione, da effettuarsi a cura del comune. Ai fini della realizzazione del SIT di cui all’articolo 3, la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione è subordinata all’invio alla Regione ed alla provincia degli atti del PGT in forma digitale. [Il comma e' stato modificato dall'art. 1, comma 1, lett. w), della l.r. 14 marzo 2008, n. 4]
12. Nel periodo intercorrente tra l’adozione e la pubblicazione dell’avviso di approvazione degli atti di PGT si applicano le misure di salvaguardia in relazione a interventi, oggetto di domanda di permesso di costruire, ovvero di denuncia di inizio attività, che risultino in contrasto con le previsioni degli atti medesimi. [Il comma è stato modificato dall’art. 1, comma 1, lett. c), num. 2) della l.r. 14 luglio 2006, n. 12]
13. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle varianti agli atti costituenti il PGT.
14. I comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono avvalersi della provincia per la redazione degli atti di PGT; i comuni inclusi in una comunità montana possono avvalersi della comunità montana stessa. Le modalità, i tempi e gli oneri dell’avvalimento sono definiti con convenzione. I comuni possono tra loro costituire consorzi o concludere convenzioni, nelle forme disciplinate dalla legislazione vigente, aventi ad oggetto la pianificazione complessiva e coordinata dei rispettivi territori. In tal caso resta ferma la procedura di approvazione in capo ai singoli comuni.
14 bis. I comuni, con deliberazione del consiglio comunale analiticamente motivata, possono procedere alla correzione di errori materiali e a rettifiche degli atti di PGT, non costituenti variante agli stessi. Gli atti di correzione e rettifica sono depositati presso la segreteria comunale, inviati per conoscenza alla provincia e alla Giunta regionale ed acquistano efficacia a seguito della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell’avviso di approvazione e dideposito, da effettuarsi a cura del comune. [Il comma e' stato aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. x), della l.r. 14 marzo 2008, n. 4]

L’inquinamento produce un danno sociale

L’importanza di determinare gli inquinanti dell’aria.
Concludiamo la serie di articoli sugli inquinanti presenti nell’aria con questo articolo di sintesi tratto dal sito dell’Arpa.

L'importanza della determinazione degli inquinanti atmosferici è conseguente all'influenza che tali sostanze hanno sulla salute degli esseri viventi e sull'ambiente in generale.
Gli inquinanti atmosferici hanno effetti diversi sui vari organismi a seconda della concentrazione atmosferica, del tempo di permanenza e delle loro caratteristiche fisico-chimiche. D'altro canto anche la sensibilità di piante ed animali agli inquinanti atmosferici è differente a seconda delle peculiarità degli organismi stessi e del tempo di esposizione cui sono sottoposti. Ne consegue la valutazione degli effetti sull'ambiente e sulla salute è complessa ed articolata.
Gli apparati più soggetti agli effetti delle sostanze immesse in atmosfera sono quelli deputati alla respirazione e alla fotosintesi. Le sostanze più dannose sono quelle di tipo gassoso e le particelle più sottili che riescono ad arrivare nelle profondità dell'apparato respiratorio e fotosintetico superando le barriere di difesa presenti nelle vie aeree superiori e negli apparati fogliari. Le patologie conseguenti possono perciò interessare i bronchi, il parenchima o la pleura cosi come il floema fogliare.
Gli effetti degli inquinanti possono essere di tipo acuto, quando insorgono dopo un breve periodo di esposizione (ore o giorni) ad elevate concentrazioni di inquinanti, o di tipo cronico, se si manifestano dopo un lungo periodo (anni o decenni) ad esposizioni non necessariamente elevate ma continue.
La conoscenza dei meccanismi di azione degli inquinanti necessita ulteriori approfondimenti poiché, se da un lato si hanno informazioni sugli effetti acuti provocati da una singola sostanza, dall'altro non sono ben noti gli effetti cronici delle miscele di inquinanti a concentrazioni poco elevate. D'altronde recenti indagini segnalano un aumento proprio delle patologie bronchiali e polmonari e dei danni alla vegetazione conseguenti al peggioramento degli ambienti sottoposti alla pressione antropica. Questi segnali rendono evidente l'urgenza di approfondire le relazioni tra il degrado della qualità dell'aria e l'incremento delle malattie respiratorie e di esaminare la tossicità dello smog fotochimica sulle piante.
L'inquinamento produce anche un danno sociale, relativo alla popolazione nel suo complesso: danni apparentemente trascurabili possono produrre un aumento della frequenza della malattia. La prevenzione diventa quindi imperativa sia a livello individuale (limitazione del fumo, minor utilizzo di automobili e moto, ecc.) sia a livello collettivo (ad esempio normative e sanzioni adeguate) così da indurre dei cambiamenti volti al miglioramento della qualità dell'aria nel comportamento dei singoli e dell'intera società.
Tuttavia è molto difficile stabilire se e in che misura l'inquinamento dell'aria è responsabile di una malattia respiratoria o della morte di una pianta. Infatti è necessario calcolare l'influsso di tutti i fattori potenzialmente influenti come l'effetto combinato della miscela di sostanze presenti in atmosfera e lo stato di salute e sociale del paziente, piuttosto che il succedersi di eventi siccitosi che possono rendere più sensibile la vegetazione a certi inquinanti.
Per misurare e caratterizzare la miscela di sostanze nocive presenti nell'aria si possono utilizzare diversi tipi di indicatore. La nicotina, ad esempio, è un indicatore molto specifico per l'intero miscuglio di sostanze tossiche prodotte dalla combustione del tabacco.
Gli ossidi di azoto (NOx) sono indicatori non specifici, nel senso che quanto più elevata è la loro concentrazione, tanto è maggiore l'inquinamento atmosferico nel suo complesso. Dagli studi epidemiologici più recenti emerge un'evidenza medica e scientifica dovuta all'esposizione alla materia particolata fine (particelle di dimensione inferiore ai 10 µm) e ultrafine (particelle di dimensione inferiore a 0.1 µm). Il particolato atmosferico di queste dimensioni riesce a penetrare in profondità nell'apparato respiratorio. Si parla infatti di frazione "respirabile" per le particelle di diametro al di sotto di 10 µm, e toracica per quelle più piccole di 2.5 µm.
Non essendo la salute un parametro misurabile si cerca di rilevare le conseguenze dell'inquinamento atmosferico, come il peggioramento della funzione polmonare o i giorni di attacchi di asma, la frequenza di emicranie e irritazioni agli occhi. Possono venire considerate anche la frequenza del ricorso a prestazioni mediche.
Gli ostacoli nello stabilire dei nessi tra la qualità dell'aria e le sue conseguenze sulla salute degli esseri viventi e sugli ecosistemi è molto complessa; l'azione patologica di alcuni inquinanti è spesso amplificata dalla presenza in aria di altre sostanze; l'effetto dell'esposizione può manifestarsi anche con un ritardo di diversi anni; gli effetti dell'inquinamento atmosferico si manifestano spesso con la diffusione di patologie croniche, raramente caratterizzate da improvvisi picchi epidemici.

La Regione contro il tarlo asiatico

Continua la lotta contro il tarlo asiatico, il killer delle piante.

Continuano anche per l'estate del 2009 le iniziative di Regione Lombardia per sensibilizzare i cittadini sulla presenza del “tarlo asiatico”, un insetto che, innocuo per l'uomo, attacca gli alberi divenendo causa di gravi danni per l'ambiente. Si tratta di un coleottero appartenente alle due specie Anophlophora Chinensis e Anoplophora Glabripennis, due coleotteri praticamente indistinguibili, le cui larve danneggiano il legno e possono provocare la morte degli alberi, scavando profonde gallerie all'interno dei tronchi e delle radici. Gli adulti sono visibili proprio nei mesi estivi e sono riconoscibili per le grosse dimensioni e le lunghe antenne.
“La lotta contro questo coleottero parte proprio dalle segnalazioni della sua presenza sugli alberi. Da quando l'insetto è comparso in Lombardia, il Servizio Fitosanitario Regionale si è da subito mobilitato sorvegliando attentamente il territorio ed eliminando le piante attaccate, l'unico modo attualmente conosciuto per contenerne la diffusione”, sottolinea Luca Daniel Ferrazzi, assessore regionale all'Agricoltura.
A oggi, l'Anophlophora Chinensis è stata isolata nel territorio di 30 comuni lombardi, compresi nelle province di Milano, Varese e Brescia. “Grazie alle quasi mille segnalazioni giunte ai numeri appositamente attivati a partire dallo scorso anno, siamo già riusciti a fare molto, isolando il più possibile il fenomeno ed eliminando gli alberi colpiti, che vengono sostituiti con nuove piante sane. È proprio anche grazie all'aiuto dei cittadini che i nostri tecnici sono riusciti a scoprire e isolare nuovi focolai potenzialmente pericolosi”.
Nell'ambito della programmazione di lotta al parassita, Regione Lombardia, con il contributo operativo di Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste) e Fondazione Minoprio, ha investito circa 10 milioni di euro nel triennio 2009-2011, finanziando nuove ricerche su possibili forme di lotta e interventi di compensazione per le piante abbattute, in corso di sostituzione con alberi sani sia nelle proprietà pubbliche sia in quelle private. L’assessore Ferrazzi ribadisce: “L'anno scorso tanti lombardi hanno potuto conoscere questo insetto aiutandoci a contenerne gli effetti potenzialmente devastanti, come dimostrano gli oltre 50 milioni di piante abbattute in Cina negli ultimi anni. La battaglia contro il tarlo asiatico non è conclusa: è quindi auspicabile il contributo di tutti per combattere una seria minaccia per il nostro patrimonio verde”. Chiunque volesse effettuare una segnalazione al Servizio Fitosanitario Regionale ha quindi a disposizione il numero verde del call center regionale (800.318.318), la casella vocale di Ersaf (02.67404860) e gli indirizzi di posta elettronica: tarloasiatico@regione.lombardia.it e anoplophora@ersaf.lombardia.it.

Un workshop in Regione per giovani artisti

Dal 13 al 15 luglio a Milano un workshop per produrre arte multimediale.
La manifestazione “Poesia a strappo” a Crema.

Sarà ospitato presso la sede della Regione Lombardia di via Pola il workshop che, nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio, darà la possibilità a venti giovani artisti di produrre arte multimediale. Realizzato con la collaborazione dell'assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e curato da Francesca Di Nardo, il workshop rientra nel progetto Art Hub, ideato dall'associazione FreeUnDo in collaborazione con Eccom (Centro Europeo per l'organizzazione Management Culturale) e finanziato dalla Fondazione Cariplo.
“Regione Lombardia sostiene l'arte, la crescita dei nostri artisti e offre ospitalità a questo progetto di formazione che permetterà ai partecipanti di crescere in un settore nell'ambito della nuova produzione artistica. È molto importante riuscire a valorizzare i giovani; noi abbiamo uno straordinario patrimonio artistico poiché secoli fa i principi, come mecenati, hanno investito nell'arte. Noi oggi, come Regione Lombardia, vogliamo cercare nuovi talenti investendo nelle nuove produzioni”, ha commentato l’iniziativa l'assessore alle Culture, Identità Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello.
I venti giovani artisti si incontreranno nella prima giornata di lavoro e cercheranno di trarre ispirazioni da frasi, parole o fatti proposti da alcuni quotidiani del 13 luglio e in particolare da alcune pagine dedicate alla città di Milano. In base alle idee raccolte dagli artisti, verranno scelti due temi.
Il primo tema, quello dedicato a una visione “positiva” di un argomento, verrà affrontato da un gruppo formato dai primi dieci ragazzi, mentre il secondo tema, dedicato alla visione “negativa” dello stesso argomento, verrà affrontato e sviluppato dal secondo gruppo.
Entrambi i gruppi lavoreranno nella zona attorno a via Pola e dovranno produrre rispettivamente due contributi (uno sonoro e uno video). I video e i contributi audio prodotti dai partecipanti verranno inseriti nell'archivio di Art Hub, disponibile sul sito www.arthub.it, verranno diffusi attraverso una WebTv e promossi tramite campagne web. Al termine del workshop verrà selezionato un candidato che verrà invitato nel novembre 2009, presso la Dena Foundation for Contemporary Art di Parigi, per uno scambio culturale con altri giovani artisti europei.
L’idea è buona. Perché non pensare anche nel nostro piccolo ad una possibile iniziativa simile che evidenzi capacità artistiche di giovani del paese? Sempre in tema di iniziative intelligenti segnaliamo quella prevista per settembre del Circolo Poetico Correnti di Crema.
Il Circolo Poetico Correnti organizza una manifestazione di Poesia A Strappo intitolata “Technè”, sabato 19 e domenica 20 Settembre in Piazza Duomo a Crema. Chi intende partecipare può inviare un massimo di 3 poesie a tema libero su formato A4 fotocopiata ciascuna in 30 copie al seguente indirizzo civico: Alberto Mori, Via Cadorna 11, 26013 Crema (CR). Data termine per l’invio: martedi 8 settembre. Durante le due giornate: Reading dei poeti, Performance, Videoproiezioni. Per informazioni sulla manifestazione: 0373 86560 oppure 339 4439848, Alberto Mori.

Incontro positivo tra Anci e Regione

Al via tre tavoli di lavoro: edilizia residenziale pubblica, politiche giovanili e modifica del patto di stabilità.

Una delegazione di Anci Lombardia, composta dal presidente Lorenzo Guerini, dal vicepresidente Giulio Gallera e dal segretario generale Pier Attilio Superti, ha incontrato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l’assessore Romano Colozzi.
L’incontro è nato da una richiesta avanzata nei mesi scorsi dall’Anci per affrontare alcuni temi che riguardano il rapporto tra Regione e Comuni e per rafforzare il clima di positiva collaborazione che lo ha caratterizzato. In particolare il presidente di Anci Lombardia Lorenzo Guerini ha sottolineato la necessità per i Comuni lombardi di modificare la legge del patto di stabilità che impedisce ai Comuni di poter effettuare investimenti e pagare gli stati di avanzamento dei lavori, pur avendo le risorse necessarie.
Sempre Guerini ha poi sostenuto la necessità di trovare forme di collaborazione più strette fra Comuni e Aler soprattutto dopo la decisione della Regione di non inserire i Comuni nei Consigli di amministrazione. ha annunciato che ci sarà un confronto con gli assessori competenti sui temi delle politiche sociali e ha chiesto che si riconsideri la scelta di far confluire obbligatoriamente in un fondo regionale i proventi dei maggiori costi di costruzione in aree agricole nei Comuni capoluogo. Ha chiesto infine un tavolo di lavoro sulle politiche giovanili.
Il presidente Formigoni ha proposto di trovare modalità di confronto più stretto e continuato tra Regione, Aler e Comuni e un lavoro comune sul tema della modifica del patto di stabilità anche in considerazione del tavolo di lavoro già avviato sui temi del federalismo fiscale regionale e del patto di stabilità territoriale. Ha proposto che si attivi un tavolo di lavoro sulle politiche giovanili per coordinare e condividere gli interventi.
L’unanime considerazione al termine del confronto è stata di “un incontro positivo in cui abbiamo concordato un lavoro comune su importanti temi che riguardano i Comuni: patto di stabilità, edilizia popolare, politiche giovanili. Su ciascuno di questi aspetti si aprirà un tavolo di lavoro comune per definire posizioni comuni. Come enti locali lombardi ci sta a cuore definire rapidamente con la Regione una posizione comune sul patto di stabilità per avanzare proposte al Parlamento che cambino le attuali regole e permettano ai Comuni di fare investimenti utili alle loro comunità e utili anche alla ripresa economica”.
L’assessore Colozzi ha sottolineato l’importanza che la Regione si doti della legge istitutiva del Consiglio delle Autonomie locali come previsto dallo Statuto della Regione, cui tutti hanno convenuto. Sempre più, infatti è stato osservato, c’è bisogno di una sede istituzionale in cui il confronto e la concertazione con il sistema delle autonomie locali possa svolgersi sulla base di precise competenze. L’Anci Lombardia, attraverso il vicepresidente Gallera, ha chiesto “che la legge istitutiva del Consiglio delle Autonomie locali avvenga attraverso un confronto vero e profondo con l’Anci e con le altre forme di rappresentanza delle autonomie locali”.

1,5 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali

Regione e Province lombarde siglano l’intesa.

“Un accordo che legittima ulteriormente e accentua ancor più l’importanza del ruolo delle Province lombarde, un passo in avanti in chiave autenticamente federalista”. Così Leonardo Carioni, Presidente dell’Unione Province Lombarde (UPL), definisce il “Protocollo di intesa per l’attuazione dell’Accordo Quadro per gli ammortizzatori sociali in deroga 2009-2010” siglato ieri dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, con i rappresentanti delle 12 Province lombarde. “Come ha riconosciuto oggi lo stesso Formigoni, si dimostra ancora una volta che quelle lombarde sono Province autentiche, radicate nel territorio per la storia e l’impegno che dimostrano ogni giorno”.
Lo scopo principale dell’intesa è realizzare un’azione coordinata ed efficace per rispondere in maniera rapida e puntuale alle situazioni di difficoltà dei lavoratori lombardi. Le risorse per garantire ai lavoratori colpiti dalla crisi misure di sostegno al reddito, ma anche incentivi per la formazione, qualificazione e reinserimento, ci sono. Questa intesa fa seguito all’Accordo quadro da 8 miliardi fra Governo e Regioni che ha messo a disposizione della Lombardia, per gli ammortizzatori sociali in deroga 2009-2010, una cifra complessiva di 1,5 miliardi di euro. Si prevede una prima tranche di 70 milioni di euro e, per la prima volta, il diritto alla Cassa integrazione in deroga anche per i lavoratori subordinati atipici, a tempo determinato, compresi gli apprendisti e i cosiddetti “somministrati”.
Per Carioni: “Le Province avranno un ruolo chiave nella pianificazione degli interventi, il Protocollo che abbiamo siglato oggi con la Regione è l’ennesima dimostrazione che in Lombardia si fa gioco di squadra: ogni ente dà il proprio contributo per il benessere del territorio e della sua gente. In questo senso, l’apporto delle Province, che conoscono a fondo il contesto locale e individuano puntualmente gli stati di crisi e del bisogno di ciascuna realtà lombarda, è fondamentale.”
L’intesa odierna prevede che sia compito delle Province esaminare gli stati di emergenza occupazionale sul proprio territorio e istituire le pratiche necessarie per la concessione dei benefici economici. Le Province, inoltre, collaboreranno con la Regione nel costruire un sistema di monitoraggio delle situazioni di crisi, coinvolgendo anche gli altri enti locali e le parti sociali.
Perché l’accordo possa essere applicato in modo uniforme in tutta la Lombardia, verrà predisposto un vademecum che conterrà la definizione dei modelli procedurali necessari per promuovere, gestire e monitorare le iniziative di politica attiva a sostegno del reddito messe in campo; per dare attuazione all’intesa, infine, è prevista l’istituzione di un gruppo tecnico di lavoro congiunto permanente.
L’intesa è stata sottoscritta, oltre che dal Presidente UPL Carioni per la Provincia di Como, anche dagli altri Presidenti di Provincia presenti, Guido Podestà (Milano), Massimiliano Salini (Cremona), Daniele Nava (Lecco), Pietro Foroni (Lodi), Dario Allevi (Monza e Brianza), Vittorio Poma (Pavia), Massimo Sertori (Sondrio), dal Vicepresidente Giuliano Capetti (Bergamo) e dagli Assessori Giorgio Bontempi (Brescia), Carlo Grassi (Mantova) e Alessandro Fagioli (Varese).

Oltre l'ostacolo

Da Il Sole 24 Ore Lombardia di ieri, 8 luglio, riportiamo il seguente articolo siglato S.Mo. che preannuncia i motivi di discussione nell’incontro Anci del 14 luglio da noi evidenziato in “Agenda”.
Bilanci. L’incontro a Milano il 14 luglio.
I Comuni del Nord alleati contro il Patto.
Rassegna stampa.

Dai Comuni del Nord una nuova idea per superare i problemi creati dal Patto di stabilità. La proposta verrà formalizzata il prossimo 14 luglio a Milano (Palazzo Marino) dai Comuni di Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, che sanciranno così una sorta di alleanza interregionale per difendere, come sostengono i tecnici Anci, problematiche simili. Ovvero: molti investimenti, grande capacità di risparmio ma molte penalizzazioni causate dalla rigidità dei parametri contabili. L’idea di un coordinamento esisteva già da tempo e di fatto era già operativo tra alcune regioni. Da oggi, di fronte ai problemi sempre più stringenti creati dal Patto di stabilità, l’alleanza diventerà più forte. La prima mossa sarà appunto quella di realizzare insieme un documento da sottoporre all’attenzione del Governo, in cui delineare nuove formule di conteggio.
La proposta elaborata dai Comuni del Nord e da Ifel (l’istituto nazionale di finanza collegato ad Anci) prende come punto di riferimento lo stock del debito e non più le uscite di competenza e di cassa confrontate anno su anno.
La questione fondamentale è premiare i più meritevoli e contenere le spese dei più “spendaccioni”: ai Comuni che hanno accumulato in bilancio pochi debiti dovrebbe essere data la possibilità di fare più uscite; i Comuni che invece hanno un indebitamento superiore alla media nazionale dovranno essere maggiormente limitati. Il termine di riferimento è un rapporto tra debito e entrate correnti pari al 150 per cento. I Comuni del Nord proseguiranno nei prossimi mesi anche l’attività di lobby nei confronti del Governo, a cui da mesi chiedono soprattutto la sospensione dei criteri in base ai quali gli investimenti già avviati, inseriti in conto capitale, vengono di fatto bloccati a causa delle limitazioni applicate alla cassa. Sullo sfondo sta intanto proseguendo il lavoro per la realizzazione del Patto di stabilità regionale, che vede impegnati tanto i Comuni lombardi quanto la Regione. L’idea di fondo è creare un meccanismo compensativo tra gli enti del territorio, reso possibile dall’ultima Finanziaria.