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venerdì 2 ottobre 2009

Profondo rosso

Secugnago - Il comune vara il piano anti deficit.
Immobili in vendita per risanare le casse.

Rassegna stampa - Il Cittadino, Andrea Bagatta, 2 ottobre 2009.

Secugnago - Il consiglio comunale certifica il buco record di 850mila euro approvando la salvaguardia degli equilibri di bilancio e individuando la strategia per correggere la situazione. Non ci sono state sorprese nella seduta di consiglio comunale di mercoledì sera. La nuova amministrazione guidata da Mauro Salvalaglio aveva già annunciato in assemblea pubblica l’importo del buco nel bilancio, e in consiglio l’assessore Giuseppe Paglia non ha potuto che riconfermare le cifre e l’analisi del passivo. «In passato si è speso molto più di quanto si è poi effettivamente accertato un po’ in tutti i capitoli di bilancio, sia per incassi dei tributi locali sia per trasferimenti da parte dello stato sia per altro tipo di entrate - spiega l’assessore -. L’effetto di tutto ciò è che ora ci ritroviamo con un deficit potenziale di 853mila euro». Per un paese da 2mila abitanti e un bilancio da un milione e tre, un’enormità, dalla quale però si può uscire. «Abbiamo già individuato un percorso che prevede una variazione di bilancio pluriennale 2009-2011 - continua Paglia -. Prevediamo di ottenere 600mila euro circa dall’alienazione di immobili comunali, perlopiù terreni. Di questi, 300mila euro circa sono già in fase di riscossione e gli altri arriveranno. Poi contiamo di incamerare i 250mila euro rimanenti come oneri d’urbanizzazione nel corso di un’operazione che stiamo per sbloccare». Si tratta dell’insediamento di alcune attività produttive che avrebbero dovuto portare in dote una nuova bretella di collegamento tra la via Emilia e il paese. L’ipotesi a cui si lavora è quella di scorporare 250mila euro di oneri destinati a quell’opera e utilizzarli per coprire il buco, salvo poi reinvestirli sull’opera in un secondo tempo. «Ci stiamo lavorando, ma dobbiamo ragionare anche con la Provincia e le aziende interessate - dice il sindaco Mauro Salvalaglio -. Sono comunque ottimista sull’esito dell’operazione di salvataggio».
La soluzione comunque passa da un disavanzo nel bilancio consuntivo 2009 e dal successivo recupero nei tre anni successivi. In consiglio, il provvedimento ha ottenuto anche il voto favorevole dell’opposizione che fa capo all’ex vicesindaco Franco Chiodaroli, ma ha avuto quello contrario di Rifondazione Comunista. «Ma tutti concordavamo nel ritenere che la situazione andasse affrontata e risolta rapidamente - conclude l’assessore Paglia -. Rifondazione avrebbe voluto che individuassimo anche le responsabilità e le cause, ma le dovrebbe chiedere agli ex amministratori. E probabilmente delle spiegazioni saranno dovute anche agli enti superiori, perché dopo il consuntivo è probabile che richiedano qualche spiegazione».

Casalpusterlengo. La crisi è emersa durante la discussione sugli equilibri: si cercherà di ripianare il milione di euro di “buco” entro dicembre. Profondo rosso per i conti del comune. Ogni mese le casse registrano un disavanzo di 100mila euro.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Andrea Bagatta, 2 ottobre 2009.




Alle casse comunali mancano un milione di euro: ogni mese, il comune spende oltre 900mila euro e ne incassa 800mila, con un saldo negativo in modo strutturale. E all’orizzonte si profila anche il rischio di uscire dal patto di stabilità interno, con conseguenze disastrose. La parte di spese correnti del bilancio comunale è in sofferenza: questo ha certificato la salvaguardia degli equilibri di bilancio approvata in consiglio comunale mercoledì sera. Il disavanzo stimato è di un milione e mezzo di euro circa, ma la recente vendita dell’area comunale di via Rabin, alienata per oltre 500mila euro, abbatte il profondo rosso a “solo” un milione di euro, che probabilmente potrà essere risanato da qui a dicembre tramite la vendita di patrimonio pubblico, operazione per niente facile. «Il comune spende più di quanto incassa, e quindi bisogna mettere in atto dei correttivi - spiega l’assessore al bilancio Antonio Spelta -. Nel lungo periodo vogliamo cercare di riequilibrare entrate e uscite, ma nel frattempo dobbiamo cercare di fare quadrare i conti con gli strumenti che abbiamo a disposizione». Ovvero, oneri d’urbanizzazione e alienazioni di patrimonio pubblico. Il mercato della casa, però, non è vivace, e le stime sono state riviste al ribasso. Nel bilancio di previsione preparato dalla precedente amministrazione, gli oneri previsti all’incasso erano 1 milione 500mila euro. A luglio, la nuova amministrazione aveva abbassato la previsione a 350 mila euro, ma la settimana scorsa si erano superati di poco i 200 mila euro.
Rispetto alle alienazioni del patrimonio pubblico, il bilancio di previsione aveva puntato sulla cessione della quota comunale dell’azienda Metano Casalpusterlengo per 2 milioni 750mila euro e della casa di riposo di piazza Cappuccini per un milione 850 mila euro. Queste risorse sarebbero servite per coprire le spese correnti rimanenti e per abbattere gli interessi passivi del debito per più di 200mila euro l’anno. Alla gara per la vendita della Metanina, però, non si è presentato nessuno e solo di recente sono ripresi i contatti con Italgas, che detiene l’altro 50 per cento dell’azienda, per un’ipotesi di cessione. Sulla casa di riposo di piazza Cappuccini, invece, l’amministrazione avrebbe altre idee. «Non vorremmo venderla, ma dovremo verificare con attenzione che cosa succederà - continua Spelta -. Se non riusciremo a vendere qualche altro bene, andremo in disavanzo per un milione di euro, e per i prossimi tre anni oltre al deficit strutturale dovremo recuperare anche questo residuo».
Inoltre, all’orizzonte si profila lo sforamento del patto di stabilità interno: per riuscire a rispettare i complicati criteri del patto, entro l’anno l’amministrazione dovrebbe incassare soldi da cessioni patrimoniali o bloccare spese sugli investimenti per una cifra complessiva di un milione e mezzo di euro. Un’impresa molto difficile. Uscendo dal patto, l’anno prossimo il comune si vedrebbe bloccate le assunzioni di personale e soprattutto dovrebbe contenere per un milione e mezzo di euro le spese correnti, quelle già in sofferenza strutturale per un milione di euro, mettendo così a rischio tutti i servizi comunali non obbligatori.
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