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martedì 18 agosto 2009

Già aperto il mercato delle alleanze

Regionali: Berlusconi già al lavoro per trovare la "quadra" delle alleanze.
Dalle agenzie - Asca.

È vero: sulla questione dell'Inno di Mameli Bossi ha dovuto frenare il suo - anche personale, oltre che politico - iperattivismo agostano. Ma naturalmente ciò non significherà una battuta d'arresto dell'offensiva a tutto campo che sta caratterizzando l'estate leghista.
Non senza risultati, peraltro. Se è vero che, sondaggi alla mano, su altri argomenti - dalla stessa valorizzazione di usi e dialetti locali alla battaglia sull'aumento dei salari e fino all'ultima proposta di dare ai giovani lotti di terreno agricolo pubblico inutilizzati - è possibile riscontrare un consenso popolare non trascurabile, e oltretutto trasversale.
Nel Pdl c'è chi accusa il Carroccio di danneggiare la maggioranza (che comunque, a detta del presidente del Consiglio, è solida) ed offuscare la credibilità dell'azione di governo, mentre altri parlano di nervosismo delle "camicie verdi" di fronte ad un avvio delle trattative, per costruire le alleanze in vista delle regionali del 2010, che sembra dare l'idea di un mercato senza regole.
Mercato dove il più gettonato in assoluto è l'Udc, sottoposto a ormai quotidiane "avances" quasi imbarazzanti da parte di esponenti di vario livello sia del Pdl che - sul fronte opposto, ma più timidamente, quanto meno fino a quando il congresso non stabilirà i nuovi assetti al vertice - del Pd. Per quest'ultimo, allearsi con i centristi non rappresenterebbe - a giudizio di molti - un'esperienza peggiore del già sperimentato e penalizzante accordo con la sinistra radicale o di quello sostanzialmente mai avviato con l'Italia dei Valori.
Per il Popolo della Libertà, invece, la questione è diversa, dal momento che un'eventuale intesa con l'Udc è vista con sospetto non solo dalla Lega ma anche da parte di molti ex forzisti ed ex aennini che ricordano ancora le intemperanze dei centristi durante gli anni di coabitazione. Senza contare che lo stesso Silvio Berlusconi, sia sul piano personale che su quello politico, ha sempre avuto con Umberto Bossi rapporto che mai potrà avere con Pier Ferdinando Casini.
Per il Pdl, quindi, il legame con la Lega - alleato talvolta turbolento, ma alla fine sempre affidabile da quindici anni a questa parte - resta un punto fermo e difficilmente sara' sacrificato sull'altare di una rinnovata alleanza con l'Unione di centro. Anche se, oggettivamente, in alcune Regioni del Sud come la Campania e la Puglia questo tipo d'accordo potrebbe fare la differenza in occasione dell'appuntamento elettorale del prossimo anno. Berlusconi, da politico pragmatico, lo sa bene. Sta a lui, in questo caso, trovare "la quadra".
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