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venerdì 28 agosto 2009

Lodi può essere la nuova Stalingrado

Riprendiamo da Il Cittadino di oggi due articoli di Greta Boni sulle prossime elezioni amministrative a Lodi. Elezioni che possono assumere una valenza anche extra-cittadina in quanto possono rappresentare un punto di svolta nella tendenza che ha portato i «nuovi lanzichenecchi» in Provincia e a Casale.
Il partito fa quadrato attorno al leader, ma servono alcuni “piccoli” cambiamenti.
Pd, salvate il “soldato” Guerini.
Rassegna stampa.

Il Pd ha un solo modo per salvarsi: fare quadrato attorno al suo uomo di punta. Naturalmente Lorenzo Guerini, il sindaco di Lodi (e presidente di Anci Lombardia) che correrà per la seconda volta alla conquista del Broletto.
Tra le fila del Partito democratico c’è chi guarda i risultati delle elezioni provinciali - che hanno portato alla vittoria del leghista Pietro Foroni - e sostiene che si debba fare di tutto per “salvare il soldato Guerini”. Con tutti i “se” della situazione, perché nel centrosinistra molti ricordano che il voto per la Provincia è tutto “politico”, mentre per il Comune quello che conta è il candidato. E in questo caso il candidato è uno che sa il fatto suo e che, soprattutto, conosce bene la politica. Molto dipenderà dal nome del suo avversario, e non è detto che lo sfidante appartenga alle fila del Pdl. Per sostenere con i fatti Guerini si sono già messi in moto il presidente del consiglio comunale e leader di Alleanza per Lodi, Paolo Colizzi, attraverso una propria lista, e Antonio Corsano, consigliere comunale, all’opera con una lista civica. Qualcuno, anche se a bassa voce, ritiene che il Pd abbia bisogno di alcuni “piccoli aggiustamenti”, che poi piccoli non sono affatto. A cominciare dalla guida della segreteria provinciale: Giuseppe Russo è stato eletto sindaco di Tavazzano e per alcuni è necessario nominare al più presto un nuovo responsabile, magari più giovane e con un po’ più di polso. Il momento però appare particolarmente delicato, visto che il partito a livello nazionale sta vivendo una fase traumatica per la scelta del proprio leader: non è quindi il caso di accapigliarsi proprio adesso. Anche se in realtà nel Lodigiano da questo punto di vista l’atmosfera sembra essere più distesa, senza che la battaglia tra Franceschini, Bersani e Marino abbia ripercussioni profonde.

Il centrodestra al lavoro per la competizione elettorale, ma la trattativa non è ancora nel vivo
Pdl, cercasi sindaco disperatamente.
Per le comunali il candidato potrebbe essere un leghista.


A settembre il “gioco” entrerà nel vivo. Il centrodestra dovrà trovare il candidato capace di sfidare Lorenzo Guerini, il sindaco di Lodi chiamato a respingere l’assalto alla fortezza di palazzo Broletto. Non sono in pochi a pensare che l’avversario debba essere un uomo “targato” Pdl. Alcuni esponenti del partito sono pronti a giurare che le cose andranno proprio così, dal momento che la Lega nord si è già aggiudicata la presidenza della Provincia di Lodi e del comune di Casalpusterlengo. Eppure, le speranze potrebbero essere disattese: non è detto che il Carroccio rinunci senza combattere alla possibilità di mettere le mani su palazzo Broletto. Anche in questo caso, come è successo con Pietro Foroni, i lumbard potrebbero far uscire dal cilindro magico un nome inaspettato. Secondo alcune indiscrezioni, i vertici starebbero già facendo qualche ragionamento in proposito, ma la fase delle “trattative” non è ancora iniziata. La Lega nord è già riuscita in passato a raggiungere l’obiettivo, quando a guidare la giunta c’era proprio Alberto Segalini, uno dei personaggi attualmente più in vista. L’ex sindaco, interpellato mesi fa dal «Cittadino», aveva preso categoricamente le distanze da qualsiasi insinuazione. Alla luce degli ultimi gossip, questa ipotesi sembra però svanire.
In queste settimane anche il Pdl si è messo in moto, con l’obiettivo di scegliere un personaggio conosciuto e stimato nella città del Barbarossa, sia dal punto di vista professionale che personale. Nonostante i pettegolezzi, sembra che il vicepresidente Giancarlo Regali non sia interessato alla carica e preferisca darsi da fare per mettere in tasca la vittoria con un lavoro di squadra. Ci si chiede se all’interno del Pdl ci sia una donna capace di tentare il “colpaccio”, e subito c’è chi pensa all’ex consigliere provinciale Patrizia Cardone. In ogni caso, gli azzurri dovranno presto fare i conti con i militanti di Alleanza nazionale, che non hanno nessuna intenzione di limitarsi a fare da traino per la campagna elettorale, come è accaduto per la tornata delle provinciali. Questa volta il coordinatore Pdl sul territorio, il vicepresidente della Provincia Claudio Pedrazzini, dovrà stare attento a evitare le mosse che in occasione delle recenti elezioni hanno scatenato l’ira degli alleati, gestendo la situazione senza lasciarla precipitare. Certamente i tempi stringono. A meno che, ancora una volta, il centrodestra “sfoderi” il nome del candidato... fuori tempo massimo.
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