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sabato 28 novembre 2009

Quando i treni magicamente scompaiono

Cresce l’insoddisfazione dei viaggiatori della Milano-Piacenza; a breve si terrà un summit a palazzo San Cristoforo. «I nuovi orari dei treni sono una follia». I pendolari lamentano la “scomparsa” di convogli nelle ore di punta.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Greta Boni, Andrea Bagatta, 28 novembre 2009.

I pendolari incassano l’ennesimo “colpo basso”: gli orari che con tutta probabilità entreranno in vigore il 13 dicembre sono “bollati” dai passeggeri della Milano-Piacenza come «una follia». Alcuni treni sono “magicamente” scomparsi dal tabellone, mentre altri non faranno altro che prolungare l’agonia del viaggio, allungando i tempi di percorrenza. È vero, al momento si tratta solo di una bozza, ma se il documento finale non dovesse mettere nero su bianco le modifiche sperate, questa volta sarà una battaglia senza esclusione di colpi. A Casale è sparito il convoglio delle 7.49, utilizzato ogni mattina da almeno 200 lodigiani, insieme a quello delle 17.12 che da Milano riporta i viaggiatori a casa. Inoltre, nella fascia che va dalle 10.58 alle 12.58 mancano all’appello due treni. Come se non bastasse, dalle 10.58 alle 12.58 non ci sono treni “veloci” che possano portare al lavoro i pendolari, quelli a disposizione impiegano come minimo 50 minuti, lo stesso accade alla sera per il rientro, dalle 17.30 alle 19.22. Non si hanno più notizie dei convogli delle 19.04 e delle 19.11 che dalla metropoli si spostano verso il Lodigiano. Il sindaco di Casale, Flavio Parmesani, si è messo in moto per cercare di inserire alcune novità, sembra infatti che nelle ultime ore il convoglio delle 7.49 sia tornato al suo posto.
Il Comitato di Secugnago scuote la testa, lamentando la «mancanza totale di treni fra le 8.05 e le 13.30, tempi di percorrenza oramai biblici, anche a causa di fermata in tutte le stazioni, soppressione di fermate a Secugnago di alcuni treni molto frequentati, nessuna notizia sul servizio di autobus sostitutivo ai treni, posticipo dell’orario di partenza di treni che causeranno problemi alle persone in part-time e agli studenti». Lodi non sarà un’eccezione, i passeggeri del capoluogo resteranno senza il treno delle 8.01, uno dei più affollati. Si dovrà scegliere tra il convoglio delle 7.48 e delle 8.28, per arrivare a Milano senza perdere troppo tempo.
I pendolari stilano un bilancio deludente degli ultimi anni: all’inizio speravano che l’alta velocità avrebbe portato dei miglioramenti, ma poi tutti si sono dovuti ricredere. Hanno incrociato le dita per l’arrivo della linea veloce, la S1 (Lodi-Saronno), ma il 13 dicembre partirà solamente nella fascia di “morbida”. I viaggiatori incontreranno l’assessore ai trasporti della Provincia di Lodi, Nancy Capezzera, la prossima settimana, il primo appuntamento ufficiale con la nuova amministrazione; in quell’occasione avranno modo di sollevare perplessità e problemi. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Gianfranco Concordati, il quale ha seguito da vicino la nascita del contratto di servizio fra il Pirellone e Trenitalia: «La bozza di orario, quasi definitiva, è stata stilata senza aver avviato una consultazione con le Province e i Comitati pendolari, probabilmente anche l’incontro tra i passeggeri e palazzo San Cristoforo doveva essere fissato prima. In base alla proposta, si sarebbe dovuto impostare con la linea S1 un cadenzamento in grado di garantire il potenziamento del servizio, cosa che non si verificherà, non di certo nelle fasce di punta. In passato il territorio è sempre riuscito a portare a casa qualche risultato, se ci sarà la pressione necessaria è possibile che si possa introdurre qualche miglioramento all’orario».
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