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sabato 31 ottobre 2009

Mi consenta




Berlusconi: "Se condannato non mi dimetto". Lo afferma il presidente del Consiglio in una dichiarazione contenuta nell'ultimo libro di Bruno Vespa Donne di cuori, in riferimento ad alcuni processi in corso a suo carico. "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto". Quanto alla condanna dell'avvocato Mills anche in appello, "è una sentenza - prosegue il premier - che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione". Vespa chiede a Berlusconi come spieghi la campagna internazionale che si è scatenata su di lui da maggio in poi. "È partita da Repubblica e l'Espresso - risponde il presidente del Consiglio - e su sollecitazioni di questo gruppo si è estesa ai giornali e ai giornalisti 'amici'. Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia" (Sky Tg24).



"Non è una questione tra me e Berlusconi, sarà una partita delicata e complessa". Così Massimo D'Alema ha commentato la sua candidatura a ministro degli Esteri dell'Ue. Secondo D'Alema è "normale" che un esponente di centrosinistra possa essere designato da un governo di centrodestra. "Non è una questione tra Berlusconi e D'Alema perché è una partita europea molto difficile, ci sono molti candidati anche molto autorevoli. Leggendo i giornali italiani sembra che si possa decidere qui. E invece no, ci sono 27 Paesi membri. Adesso vedremo, saranno giornate complicate", ha detto (Sky Tg24).

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