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sabato 31 ottobre 2009

La scuola e il risparmio

Oggi si celebra la «Giornata mondiale del risparmio».
Rassegna stampa - Avvenire, 31 ottobre 2009.

Giovedì scorso a Roma è stata festeggiata ufficialmente l’edizione numero ottantacinque. A fare gli onori di casa è sempre l’Acri, l’Associazione che rappresenta le Casse di Risparmio, un tipo di banche nate nell’800 nell’Europa Centrale, e le Fondazioni di Origine Bancaria. L’Acri organizza questa manifestazione ripresa in molti Paesi del mondo dal 1924. Nell’ottobre di quell’anno, a Milano, si tenne il primo Congresso Internazionale del Risparmio. Le Casse di Risparmio di 26 Paesi decisero in quell’occasione di mettersi a tavolino e studiare il modo per aiutare le persone e gli Stati a risparmiare il proprio denaro. Con il termine «risparmio», in economia, vengono indicati i soldi che si riescono a mettere da parte per far fronte alle spese future. In generale lo scopo del risparmio è quello di poter disporre in un secondo momento di una riserva per far fronte a spese impreviste o per garantirsi un reddito futuro oltre a quello offerto dalla pensione.

La strategia del maialino.
La Giornata del risparmio ripropone la necessità di imparare a dare valore alle proprie risorse. Guardando al futuro.
Rassegna stampa - Avvenire, 31 ottobre 2009.

I ragazzi e l’economia s’incontrano tardi nella vita. Anche perché nelle nostre scuole dell’obbligo non ci sono programmi che avvicinino a questa materia.
Eppure, nella vita di ogni giorno, si devono fare i conti con le bollette da pagare, il mutuo per la casa, gli investimenti per assicurarsi un futuro sereno. Educazione economica significa anche imparare a dividere una parte delle proprie risorse con gli altri. Non solo pagando regolarmente le tasse, con cui lo Stato provvede ai servizi per tutti i cittadini. Si può destinare per esempio una quota dei propri risparmi alle donazioni e alla beneficenza. Moltiplicando in questo modo la solidarietà che ha sempre accompagnato le società degli uomini nel corso della storia.
Per riuscire a risparmiare bisogna in ogni caso saper gestire le proprie entrate. Ma la ricerca «I giovani e il denaro», realizzata qualche tempo fa dalle banche italiane, conferma che più della metà dei giovani non parla di denaro ed economia all’interno della propria famiglia. Anche perché in pochi hanno dimestichezza con l’argomento. La mancanza di dialogo e di educazione finanziaria a scuola e in famiglia determina così nei giovani la tendenza a non pianificare e progettare il proprio percorso economico, tanto che i ragazzi fra gli 11 e i 25 anni mostrano, rispetto ai loro genitori, un atteggiamento un po’ confuso nell’utilizzo del denaro: uno su cinque non cerca mai di risparmiare e spende il denaro di cui dispone. La metà dichiara addirittura di rimanere molto spesso «in bolletta», senza soldi a disposizione. Giovani e adulti sono però consapevoli della necessità di superare questo scoglio. E indicano nella scuola il luogo più adatto per l’educazione ai temi economici e al risparmio.
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