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giovedì 20 agosto 2009

La disattenzione procura guai

Brembio, ciclista travolta in centro: «Quell’incrocio è troppo pericoloso».
Rassegna stampa - Il Cittadino di oggi.

Un altro incidente all’intersezione tra via Monte Grappa e via Gramsci a Brembio. Un’automobile, ieri intorno alle 19, ha investito una ciclista: Teresa D., una signora di 50 anni, ha sbattuto violentemente la testa a terra, escoriandosi vistosamente anche una gamba. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Codogno, che hanno ascoltato parecchi testimoni, l’automobilista - un ventenne di Voghera alla guida di un’Opel Corsa - nello svoltare a sinistra in via Monte Grappa non si sarebbe accorto della presenza della ciclista che procedeva accanto al marciapiede per immettersi in via Gramsci e l’ha travolta. Il giovane è stato il primo a prestare i soccorsi alla donna, che sanguinava vistosamente per un taglio riportato dietro l’orecchio. Con un panno lasciato da una residente di passaggio, ha tamponato le ferite sulle gambe della poveretta. Poi sono giunte altre persone a dare il loro aiuto. Sul posto sono state inviate dal “118” un’ambulanza e l’auto medica, che dopo le cure del caso, hanno trasportato la ciclista al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno. Le sue condizioni non sono apparse preoccupanti. Sul luogo dell’incidente è rimasto il ventenne di Voghera, mentre la bici della ciclista è stata trasportata a casa di un’amica. «Sono molto agitato - ha rivelato l’automobilista -, mi dispiace per quel che è successo. Quando ho girato non ho visto nessuno: poi l’impatto e ho visto a terra la signora». La macchina da lui condotta proveniva da via Gramsci, che è perpendicolare a via Monte Grappa, dove si stava immettendo verso il centro del paese. La ciclista invece proveniva dalla parte opposta di via Monte Grappa e stava girando per andare in via Gramsci. Inevitabile la collisione, con la bici che è stata colpita alla ruota posteriore (aveva i raggi contorti e il parafango spostato) dalla fiancata dell’Opel Corsa. «Ho sentito urlare e la botta così sono corso fuori», racconta un signore che abita proprio all’incrocio. «Qua succedono spesso incidenti è un punto pericoloso», ribadisce un’altro cittadino che arriva poco dopo. Alla fine c’è una piccola folla, davanti alla chiazza di sangue rimasta sull’asfalto, davanti alla quale qualcuno ha messo un secchio d’acqua per evitare che i veicoli ci passassero sopra. Cinquant’anni circa la Teresa D. vive da sola nel paesino lodigiano ma lavora a Secugnago. Aveva preso proprio da pochi giorni la bici nuova: una Atala fiammante. Una bella “due ruote” di cui si vantava, ma che non ci vorrà poi molto per rimettere a posto.
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