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giovedì 20 agosto 2009

Andiamoci piano

Cavenago - Il presidente Pietro Foroni: «La quantità dei rifiuti smaltiti sarà decisa in base all’esigenza del territorio».
«Discarica, l’ampliamento è solo un’ipotesi».
La Provincia coinvolgerà nella discussione anche il comune di San Martino.

Rassegna stampa - Greta Boni, Il Cittadino di oggi.

Cavenago - Il presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, ci tiene a puntualizzare che «l’ampliamento della discarica di Cavenago è solamente un’ipotesi». Tutto deve ancora essere deciso e nella discussione sarà coinvolto anche il Comune di San Martino. Il sindaco, Luca Marini, ha inviato nei giorni scorsi una lettera a palazzo San Cristoforo per lamentarsi dei disagi causati in tutti questi anni dall’impianto. Il primo cittadino sottolineava, inoltre, il mancato coinvolgimento della sua amministrazione nel dibattito che si era sollevato sull’argomento. A questo proposito si è tenuta anche una conferenza dei servizi, terminata con la decisione di attendere il nuovo progetto di Ecoadda, la società che gestisce la discarica: il gruppo che fa capo alla Waste Italia realizzerà una nuova proposta prendendo in considerazione le osservazioni mosse dagli enti locali. Il primo cittadino sanmartinese ha recentemente ricordato che la discarica si trova sul territorio di Cavenago, ma confina con il territorio da lui amministrato. Inoltre, ha ribadito che ogni giorno decine di mezzi pesanti si dirigono verso l’impianto di stoccaggio e gli odori arrivano fino alle vicine cascine e agli insediamenti produttivi.
«Prenderò subito contatto con il sindaco di San Martino - promette Foroni -, nel caso in cui si decidesse di ampliare l’insediamento è chiaro che il comune di San Martino non potrà restare fuori dalla partita, ferma restando l’autonomia della Provincia in tema di smaltimento rifiuti. Tuttavia lo ribadisco, si tratta di un’ipotesi, non vorrei che ci si lasciasse prendere da una sorta di “sindrome di Senna” che porti poi ad azioni irrazionali». Il presidente fa riferimento alla questione - ancora tutta aperta - della discarica di Senna, la società Cre ha presentato la richiesta per realizzare un impianto che il territorio non vuole ospitare. Da questo punto di vista, per alcuni il progetto di allargamento dell’impianto di Cavenago potrebbe costituire un’arma di difesa in più. Ecoadda aveva inizialmente ipotizzato un ampliamento di circa 600mila metri cubi, ora potrebbe prevedere un incremento dei volumi fino a un milione. Foroni interviene anche a questo proposito: «Bisogna verificare la situazione nei dettagli - spiega -, in ogni caso l’ampliamento dovrà essere necessariamente legato alle reali esigenze del territorio, i quantitativi dipenderanno dalle vere necessità del Lodigiano».
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