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giovedì 16 luglio 2009

Ancora sui cani delle Monticchie

Attenzione continua dei media locali sulla vicenda di randagismo che interessa l’oasi naturale delle Monticchie. L’articolo è di Luisa Luccini su Il Cittadino di oggi.
A Somaglia è già polemica per i cani randagi pericolosi.
Rassegna stampa.

Somaglia - «Questi cani sono vittime due volte: di coloro che li hanno abbandonati e delle istituzioni che sono rimaste inadempienti». La vicenda del branco di pericolosi cani randagi che ha obbligato alla chiusura della riserva Monticchie si apre ad aspri risvolti politici: l’attacco è quello indirizzato all’esecutivo di Somaglia da Virginia Bescapè, consigliere comunale della Lega nel precedente mandato amministrativo ancora a guida del sindaco Pier Giuseppe Medaglia. Ambientalista dell’Associazione zoofila lombarda, la Bescapè non ha dubbi: «Se si è a questo punto è perché il comune non ha fatto nulla, ha rinviato negli anni un problema diventato ora di ordine pubblico e sicurezza». La Bescapè ricorda una sua interrogazione di «taglio ambientalista» discussa nel consiglio comunale del 25 luglio 2006. Nell’interrogazione, tra la segnalazione di «cuccioli di cane uccisi a badilate», di «colonie di gatti decimate con la tecnica delle spugne fritte», di «storie di bracconaggio», anche quella di «cani lasciati liberi nel territorio dell’oasi Monticchie». «Nonostante le segnalazioni, il comune non ha fatto nulla – sbotta –. Ripeto: questi cani sono due volte vittime: di chi li ha abbandonati e delle istituzioni che li hanno lasciati al loro destino». La Bescapè si dice poi contraria all’ipotesi dell’abbattimento: «Impensabile nel terzo Millennio». Il sindaco di Somaglia non ci sta però a queste accuse. «Al momento non ricordo il testo dell’interrogazione dell’ex consigliere Bescapè, di certo escludo che da tre anni in riserva ci siano cani randagi pericolosi - così Medaglia -. E comunque il comune non è stato inadempiente. Se non sono stati presi provvedimenti a suo tempo è solo perché non ci sono stati i presupposti che rendessero necessario adottare misure cautelative e di tutela della sicurezza». Quanto agli abbattimenti, Medaglia conferma che «rappresentano l’ultima soluzione, prima verranno esperiti tutti gli altri tentativi di cattura - così il primo cittadino -. Detto questo, l’ipotesi dell’abbattimento non è però da scartare, non quando è importante che Monticchie torni del tutto fruibile e in sicurezza». Sulla vicenda martedì si è tenuta la prima riunione tra comune di Somaglia, dipartimento veterinario Asl e polizia provinciale. A seguire il sopralluogo in zona, quindi la decisione di collocare delle gabbie di cattura «ad hoc» per animali inselvatichiti. E nel frattempo arrivano anche le puntualizzazioni della proprietà della cascina Colombara, pronta a rassicurare della non presenza di cani randagi nel cascinale, completamente recintato e tenuto sotto controllo, al pari dei terreni di proprietà circostanti.

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