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venerdì 6 novembre 2009

Più nero non si può

Tra le proposte del sindacato la riqualificazione delle 21 aree che non sono più industrializzate. Cgil, ecco la “piattaforma” del futuro.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Greta Boni, 6 novembre 2009.

Un periodo che più nero non si può, basta guardare i numeri della crisi. Nel corso di un attivo organizzato ieri mattina al Verri di Lodi, la Cgil ha ricordato che nel Lodigiano le ore di cassa integrazione ordinaria hanno toccato quota +515 per cento, ma quelle dedicate alla straordinaria sono schizzate a +3.895 per cento. Inoltre, la disoccupazione è già volata al 10 per cento, con 9500 persone in lista per un sostegno. Tutti i settori sono sprofondati nelle difficoltà, anche i comparti che in passato sono riusciti a espandersi e a garantire l’occupazione: la grande distribuzione organizzata, la logistica, le banche e la funzione pubblica. L’organizzazione ha così lanciato un “sos”, affinché si sviluppi una politica capace di risollevare le sorti dell’economia e dei lavoratori, allo stesso tempo ritiene che una riforma degli ammortizzatori sociali sia indispensabile per andare avanti.
Nella giornata di ieri la Cgil ha lanciato la nuova “piattaforma per il territorio”, idee e progetti che potranno rilanciare il Lodigiano del futuro ma che dovranno essere pensati ed elaborati insieme alle altre organizzazioni sindacali, alle istituzioni, alle associazioni. A tracciare le linee che il sindacato rosso dovrà percorrere ci ha pensato il segretario generale, Domenico Campagnoli: «La piattaforma si basa soprattutto su tre filoni, il primo riguarda il rifinanziamento urgente del fondo anticrisi e la certezza che gli ammortizzatori in deroga siano sostenuti; servirebbe anche un punto di raccolta dei dati che riguardano il Lodigiano. Il secondo coinvolge la responsabilità sociale delle imprese, che si deve concretizzare con risorse che il sistema delle imprese destina ai lavoratori in questa fase di difficoltà. Infine, si deve pensare allo sviluppo del futuro, a come attirare nuovi insediamenti capaci di offrire occupazione. Ci sono 21 aree deindustrializzate che potrebbero essere appetibili, nel settore agroalimetare mancano industrie di trasformazione che potrebbero invece avere un’opportunità. Sono solo alcuni esempi che mettiamo sul tavolo per la discussione».
In particolare, la Cgil chiede alle amministrazioni locali e alla Regione Lombardia l’adozione di misure che estendano gli ammortizzatori sociali per chi ne è oggi sprovvisto, mettano a disposizione risorse tali da garantire a tutti i lavoratori e ai disoccupati un reddito sociale adeguato, vengano attuate misure per un sistema di esenzione o riduzione di tasse e tariffe locali a carico dei lavoratori colpiti dalla crisi.
Attorno alle tematiche affrontate si è poi sviluppato un dibattito: «Gli interventi sono stati appassionati - commenta Eugenio Vicini, uno dei punti di riferimento della Cgil lodigiana -, sono emerse le problematiche occupazionali dei diversi settori e ognuno ha sottolineato la necessità di attuare a breve misure efficaci. La proposta avanzata dalla Cisl affinché siano i lavoratori a sostenere il fondo anticrisi non ci trova d’accordo, ci mancherebbe solo che dopo tutto quello che hanno pagato debbano anche dare un contributo: tocca alle istituzioni». La Cgil domani sarà in piazza a Lodi con due gazebo per la seconda “Giornata nazionale della tutela individuale”, durante la quale si distribuiranno informazioni sui servizi previdenziali offerti dal sindacato. Ci sarà anche un terminale per verificare i requisiti delle diverse persone che ne faranno richiesta.«Dobbiamo guardare avanti - conclude Campagnoli - e lanciare una Cgil che cerca di difendere lavoratori, precari, pensionati. Deve essere un baluardo e un rifugio certo per coloro che hanno bisogno di tutele».
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