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venerdì 6 novembre 2009

I lodigiani alle prese con la crisi e le bollette

L’assessore Silvana Cesani e Rifondazione comunista tirano le orecchie ai comuni che disertano il fondo di solidarietà. Famiglie in crisi anche con le bollette. In comune sempre più richieste di aiuto per gas, luce e affitto.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Greta Boni, 6 novembre 2009.

All’ombra del Torrione ci sono sempre più famiglie che non riescono a pagare le bollette, saldare l’affitto o comprare medicinali. I lodigiani sono alle prese con la crisi e con i conti di fine mese, i più disperati hanno bussato alle porte di palazzo Broletto nella speranza di poter accedere ai contributi e al fondo di solidarietà. Il comune di Lodi, infatti, ha stanziato 100mila euro, la stessa cifra è stata messa a disposizione dalla Provincia di Lodi e dalla Banca Popolare; tutte le risorse, però, sono state utilizzate per far fronte alle numerose domande.«In città abbiamo registrato un’impennata di richieste - spiega l’assessore ai servizi sociali di Rifondazione comunista, Silvana Cesani -, fino a questo momento sono stati utilizzati 18mila euro di contributi per diversi tipi di sostegno, dal reddito all’affitto. Abbiamo cercato di fare anche una previsione, da qui alla fine dell’anno si impiegheranno 90mila euro come contributo per il gas, se si pensa che nel 2005 la cifra ammontava a 30mila euro è chiaro che la situazione si è fatta molto più critica. Inoltre, 35mila euro saranno destinate per le spese di carattere sanitario. Naturalmente, questi numeri sono al netto dei 100mila euro stanziati per il fondo di solidarietà». In comune sono già arrivate 500 domande da parte di cittadini che chiedono un bonus per l’energia elettrica. «Il bisogno delle persone si fa sempre più accentuato - sottolinea la Cesani -, anche per il futuro è il caso di puntare tutto sul fondo di solidarietà, che può permetterci di sostenere le esigenze anche dei comuni più piccoli del territorio». Nella giornata di ieri, il partito della Rifondazione comunista ha sottolineato la necessità di rimpinguare le casse del fondo di solidarietà, ma ha anche chiesto a tutti i comuni di fare la loro parte. Fino a questo momento, su 61 amministrazioni solo 7 hanno aderito all’iniziativa con un contributo da 2 euro per abitante, un risultato considerato deludente. «In consiglio comunale - aggiunge Enrico Bosani, segretario cittadino - abbiamo presentato un ordine del giorno affinché si istituisca anche un fondo comunale per la crisi. Allargheremo questa proposta a tutti i sindaci, davanti ai municipi dei centri che non hanno ancora detto sì alla proposta organizzeremo un presidio, con una raccolta firme per una petizione. A questo proposito abbiamo già inviato una lettera ai primi cittadini. Infine, pensiamo sia immorale chiedere ai lavoratori di pagarsi il fondo, ci devono pensare le istituzioni».
Andrea Viani, segretario provinciale di Rifondazione comunista, ricorda che a breve saranno presentate quattro proposte di legge regionale che spazieranno dalle politiche industriali alla difesa dell’occupazione nelle piccole medie-imprese. «Una di queste riguarderà le delocalizzazioni delle aziende: chi se ne va da un territorio deve restituire tutti gli incentivi pubblici ottenuti». A cui si aggiungono tre proposte per Regione, Parlamento e Governo: «Si tratta del blocco dei licenziamenti per la durata di 36 mesi, del rafforzamento degli ammortizzatori sociali e della cancellazione della precarietà».
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