FATTI E PAROLE

Foglio virtuale quotidiano di Brembio e del suo territorio

http://www.fattieparole.info

Si può leggere l'ultimo numero cliccando sopra, sull'immagine della testata o sul link diretto, oppure cliccando qui.
Ogni nuovo numero esce nelle ore serali, ma dopo le 12.00 puoi già leggerlo mentre viene costruito cliccando qui.

FATTI E PAROLE - ARCHIVIO
www.fattieparole.eu

La parola al lettore

Le tue idee, opinioni, suggerimenti e segnalazioni, i tuoi commenti, le tue proposte: aiutaci ad essere un servizio sempre migliore per il nostro paese.

Puoi collaborare attivamente con noi attraverso questo spazio appositamente predisposto - per accedere clicca qui - o anche puoi scriverci cliccando qui.

venerdì 23 ottobre 2009

«Sos occupazione» su tutto il territorio

Lodi è al terzo posto della classifica lombarda. I sindacati: «È un massacro, dobbiamo pensare alle prospettive future».
Cassa integrazione, numeri da paura. Le ore concesse salgono a 2 milioni, impennata del 900 per cento.

Rassegna stampa - Il Cittadino, Greta Boni, 23 ottobre 2009.

È bastato un anno per far volare sempre più su i dati della cassa integrazione nel Lodigiano: le ore concesse sono più di 2 milioni, in particolare sono passate dalle 202.933 del periodo gennaio-settembre 2008 alle 2.061.189 del periodo gennaio-settembre 2009. Lodi registra un aumento del 915 per cento e proprio per questo motivo siede al terzo posto del triste podio lombardo. In cima alla classifica, infatti, si trova Lecco, con una crescita della cassa integrazione pari al 1.187 per cento, seguita da Cremona con il 1.006. Le cifre, aggiornate di mese in mese, possono essere scaricate dal sito Internet della Cgil Lombardia. Dalle tabelle si scopre che sia la cassa straordinaria che quella ordinaria hanno registrato un’impennata, penalizzando maggiormente gli operai rispetto agli impiegati. Per quanto riguarda i settori, invece, l’industria colleziona più di un milione di ore, l’edilizia si ferma per il momento a 63mila, mentre il commercio a 75mila. Se si considerano l’industria e l’artigianato, il monte complessivo delle ore raggiunge quota 903mila. Di fronte a una situazione che continua a peggiorare, il segretario provinciale della Cgil, Domenico Campagnoli, lancia un “sos occupazione” su tutto il territorio, una preoccupazione che ha espresso anche nella giornata di lunedì, quando si è riunito il tavolo anticrisi. «La situazione è grave sia sulla cassa ordinaria sia sulla cassa straordinaria - afferma -, il guaio è che nel Lodigiano non ci sono settori capaci di rilanciare o compensare in qualche modo il problema. Con l’Unilever e l’Akzo Nobel si è verificata una perdita di posti di lavoro secca, abbiamo subito il “vandalismo” delle multinazionali sul territorio: lo hanno sfruttato e poi hanno deciso di andarsene. Inoltre - aggiunge Campagnoli -, nel comparto manifatturiero, industriale e commerciale, spesso si è tirato alla lunga con la cassa integrazione, ma adesso si dovrà vedere cosa succederà. È come se fossimo tornati indietro di 15 anni, quando la disoccupazione era al 10 per cento: un massacro».
La speranza del futuro potrebbe essere quella che i sindacati chiamano la “reindustrializzazione del territorio”: un’operazione che significa, in poche parole, investire sulle aree più appetibili, quelle che potrebbero portare nel Lodigiano nuove aziende. L’area ex Gulf di Turano-Bertonico, dove Sorgenia sta costruendo una centrale, e la zona dell’ex Polenghi di Lodi sono due possibilità da tenere in considerazione. «Tutti i nostri interlocutori si dichiarano favorevoli al progetto - commenta Mario Uccellini, segretario provinciale della Cisl -, però poi bisogna vedere che cosa si realizza nel concreto. Spesso si vocifera di un’azienda che dovrebbe insediarsi nell’area della nuova centrale, per portare lavoro: noi chiediamo che si faccia di tutto, l’occupazione deve essere messa al primo posto».Un’opinione condivisa anche da Fabrizio Rigoldi, segretario provinciale della Uil: «Le cose devono essere fatte in tempi veloci - sostiene -, la risposta positiva del governo per affrontare la crisi dell’Akzo Nobel potrebbe essere l’occasione per fare una panoramica su tutto il nostro territorio».
Condividi su Facebook

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.