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martedì 7 luglio 2009

Poltrone & poltrone

Curiosità politiche del dopo elezioni.
Bersani il preferito per la segreteria Pd. Aria di sfascio nel Pdl.
Un sondaggio del Corriere della Sera dà Bersani come leggermente favorito alla segreteria del Pd. Sull’altro fronte dopo i contrasti lodigiani riportati sulla stampa, anche Milano sembra non esserne immune. Annotiamo come curiosità il tormentone milanese che, nella sua pochezza, è però significativo d’un orizzonte corto.

Il Corriere della Sera ha commissionato all’Ispo un sondaggio politico-elettorale pubblicato domenica 5 luglio. Il campione è stato formato in modo da essere rappresentativo della popolazione italiana in età di voto per sesso, età, scolarità, professione, area geografica, dimensione del comune di residenza. Per soddisfare la curiosità annotiamo che i dati sono stati raccolti attraverso interviste telefoniche col sistema C.A.T.I. (computer assisted telephone interview) e l’elaborazione dei dati è stata fatta con Spss con un margine di approssimazione del 3,5%. Le persone interpellate sono state 801 il 23-24 giugno per la formazione della tabella 1; 803 l’1 e 2 luglio per le tabelle 2 e 3. L’universo di riferimento è la popolazione italiana residente in età di voto.
Il questionario che gli intervistatori dovevano sottoporre agli intervistati era costituito da quattro quesiti. Il primo era “Come valuta l’operato dell’opposizione fino a questo momento?” con queste possibili risposte: “1: molto positivamente 2: abbastanza positivamente 3: abbastanza negativamente 4: molto negativamente 5 non so (non leggere)”. Il secondo: “Si discute in questi giorni sui candidati alla segreteria del Partito Democratico. Per ora i candidati ufficiali sono Pierluigi Bersani e Dario Franceschini. Mi può dire per favore qual è il suo giudizio su questi due esponenti politici? Dia a ciascuno un voto su una scala da 1 a 10, come a scuola , dove 1=molto negativo e 10=molto positivo. Nel caso in cui lei non conosca il candidato o non sappia dare una giudizio , me lo dica pure tranquillamente ( 11=non conosce 12 – non sa). (random) Dario Franceschini __ Pierluigi Bersani __”.
Il terzo quesito era: “Alcuni, come futuro segretario del Partito Democratico, preferiscono Franceschini, altri Bersani ed altri ancora preferirebbero un altro leader per il partito. Altri infine non sanno chi indicare. Lei quale candidato vedrebbe meglio come segretario del Partito Democratico?” con queste risposte: “1. Pierluigi Bersani 2. Dario Franceschini 3. Altro candidato (specificare) 4. non sa (non leggere)”.
I tre quesiti era incrociati con una quarta domanda per selezionare l’elettorato del PD e chi vota centrosinistra (inteso come elettorato del PD e dell’IDV): “Se domani ci fossero le elezioni politiche lei per quale partito voterebbe?”, con la risposta: “1. Unione di Centro – Casini 2. Il Popolo delle Libertà –Berlusconi 3. Lega Nord – Bossi 4. PD - Partito Democratico 5. Rifondazione e Comunisti Italiani 6. Di Pietro - L’Italia dei Valori 7. Destra-MPA-Pensionati 8. Sinistra e Libertà – Federazione dei Verdi 9. Lista Pannella e Bonino 10. Altro partito (non leggere) 11. Scheda bianca(non leggere) 12. Scheda nulla (non leggere) 13. Non andrei a votare (non leggere) 14. non so (non leggere) 15. Preferisco non rispondere (non leggere)”.
Al primo quesito: “Come valuta l’operato dell’opposizione fino a questo momento?” hanno risposto: positivamente il 20%, negativamente il 76%, non sa il 4%. Tra chi vota centrosinistra invece hanno risposto: positivamente il 39%, negativamente il 59%, non sa il 2%.
Per quanto riguarda i giudizi su Bersani e Franceschini, secondo quesito, questo è l’esito.
Circa Bersani si sono espressi: positivamente il 47%, negativamente il 35%, non sa il 18%. Tra l’elettorato del PD, i giudizi positivi sono l’81%, i negativi il 13%, non sa il 6%.
Per quanto riguarda Franceschini invece si sono espressi: positivamente il 45%, negativamente il 40%, non sa il 15%. Tra l’elettorato del PD, i giudizi positivi sono l’79%, i negativi il 18%, non sa il 3%.
Per quanto riguarda il terzo quesito, “Chi vedrebbe meglio come segretario del Partito Democratico?”, si ha questo risultato: Bersani il 27%, Franceschini il 24%, un altro candidato il 6%, non sa il 43%. Tra l’elettorato del PD: Bersani il 41%, Franceschini il 39%, un altro candidato il 7%, non sa il 13%.

Un caso Santanchè alla Provincia di Milano. Ne parla Maurizio Giannatasio sul Corriere della Sera di oggi.
Gli ex di An pronti ad uscire.
Rassegna stampa.

Pronti ad uscire dal gruppo del Pdl. Si profila un’altra grana per il neopresidente della Provincia, Guido Podestà, alle prese con la costituzione della sua squadra di assessori. La componente aennina del Pdl si dice pronta ad uscire dal gruppo provinciale del Pdl se Podestà farà sedere in giunta la rappresentante di Daniela Santanchè. Ieri, la voce è rimbalzata da un tavolo politico all’altro. E già nei giorni scorsi, Ignazio La Russa, plenipotenziario del Pdl, aveva annunciato che nella giunta della Provincia non ci sarà posto per i «parenti». Ogni riferimento a Silvia Garnero, cugina della Santanchè, data il pole position per l’entrata in giunta era puramente voluto. La Santanchè avrebbe cambiato il suo cavallo di battaglia. Si fa il nome di Valeria Valido, collaboratrice della fondatrice del Movimento per l’Italia. Ma il risultato non cambia. Anzi, assume una connotazione squisitamente politica perché il Movimento per l’Italia ha dato il suo appoggio a Podestà in campagna elettorale, ma a Milano non c’è stato nessun apparentamento. Da qui la minaccia: se entra il candidato della Santanchè, la fetta aennina del Pdl è pronta a uscire e fare gruppo a sé. E non sono pochi: 6. Ma al di là del numero dei consiglieri, sarebbe una decisione devastante per il Pdl. Soprattutto a Milano, nel cuore del potere berlusconiano. Podestà ha ancora qualche giorno davanti a sé per completare la sua squadra di governo. Il limite massimo è il 10, giorno della prima riunione del Consiglio provinciale. Non sarebbe il massimo arrivarci con il Pdl spaccato.

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