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martedì 14 luglio 2009

La bestia umana

Luisa Luccini su Il Cittadino di oggi ci racconta una storia di ordinario abbandono di animali e le sue più drammatiche conseguenze.
Somaglia. L’ordinanza del sindaco dopo due tentativi di aggressione: «Provvedimento in vigore fino alla cattura».
Oasi chiusa per un branco di randagi.
A Monticchie non si entra: segnalata la presenza di cani affamati.
Rassegna stampa.

Somaglia - Cani randagi pericolosi a Monticchie: vietato l’ingresso in riserva, in attesa della cattura degli animali da parte di Asl e polizia provinciale. L’ordinanza di divieto porta la firma del sindaco di Somaglia Pier Giuseppe Medaglia, pronto ad affrontare di petto una situazione peraltro già segnalata nei giorni scorsi alle autorità competenti. La presenza di un branco affamato di cinque cani randagi (di cui due di stazza medio-grossa) era infatti già stata segnalata agli inizi della scorsa settimana, con gli animali avvistati nelle zone di campagna attorno a Monticchie. I cinque cani avevano avvicinato pericolosamente un agricoltore tra lunedì e martedì scorsi: inutili i tentativi di far allontanare gli animali, l’uomo alla fine aveva dovuto darsela a gambe levate. L’episodio aveva indotto il settore ecologia del comune a prendere subito contatto con il servizio veterinario dell’Asl, per programmare un intervento risolutivo in merito. La situazione è però precipitata venerdì pomeriggio quando il branco di cani ha spaventato e messo in fuga un secondo uomo, stavolta avvicinato proprio all’interno di Monticchie. Anche in questo caso nessuna aggressione vera e propria. Piuttosto, solo un grande spavento, che ha però indotto il primo cittadino a vietare, per comprensibili motivi di sicurezza, gli ingressi in riserva, area di competenza comunale.
«Siamo fortunatamente in estate, un periodo in cui Monticchie solitamente è poco visitata, non ci sono le scolaresche, non ci sono comitive - sottolinea Medaglia -. Questa ordinanza ci è però sembrata un intervento cautelativo necessario, a tutela di quei singoli che comunque entrano in riserva». Come informa il sindaco, l’ordinanza non ha termini di scadenza precisi, «si dovrà aspettare la cattura di questi cani - specifica Medaglia -, la cui presenza era peraltro già stata segnalata dai nostri uffici alle autorità competenti prima dell’accaduto di venerdì pomeriggio». I cartelli che vietano gli accessi in riserva sono stati posti ai due ingressi (entrambi liberi) di Monticchie, quello che si trova nella zona del cimitero e quello che è posto in località San Marco. Oltre ai cartelli, i due ingressi si trovano poi da giorni sbarrati con delle transenne poste dal comune.
Quel che è certo è che catturare i cinque cani non sarà semplice. La riserva, con i suoi numerosi sentieri e i suoi molteplici anfratti, offre più di un nascondiglio a questi animali, sicuramente affamati. Nelle vicinanze, ecco poi la cascina Colombara, vecchio cascinale ormai abbandonato. E nulla vieta a questo branco di muoversi anche al di fuori dell’area di riserva. L’unico sbarramento di confine è rappresentato dalla linea ad alta velocità, tale per cui l’area di possibile movimento si estende su una zona di due-tre chilometri. Volontaria dell’Associazione zoofila lombarda, Virginia Bescapè ha un solo commento: «Questa è l’altra faccia della piaga dell’abbandono - sottolinea -. I cani che vengono abbandonati (l’Autosole è a due passi e proprio qui avvengono spesso lasciati i cani, ndr), o che scappano e non sono poi recuperati dal proprio padrone, si uniscono in gruppo e si riappropriano dei propri istinti primordiali di sopravvivenza. Diventando però elemento di pericolo pubblico».

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