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mercoledì 7 ottobre 2009

Record di classi a tempo pieno in provincia

Il dato supera la media lombarda: il top delle frequenze alle elementari, alle superiori si preferisce l’istruzione professionale. Stranieri, un boom di iscrizioni a scuola. Dal 2001 a oggi nel Lodigiano sono aumentate del 330 per cento.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Cristina Vercellone, 7 ottobre 2009.

Dal 2001 gli stranieri tra i banchi delle classi lodigiane sono saliti del 330,7 per cento. Sono quadruplicati, passando dai 910 del 2001 a 3.919. I dati sono quelli desunti dall’ufficio scolastico regionale, rielaborati dalla fondazione Ismu, l’osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità.
La crescita del 330,7 per cento supera la media lombarda, ferma al 237,7. Lodi, infatti, a parte la provincia di Pavia dove la lievitazione è stata del 390,8 e quella di Sondrio dove l’aumento è stato del 360,8, è la provincia dove l’aumento è stato più considerevole. A Milano, per esempio, l’incremento si è fermato al 202,6 per cento. Più basso anche a Brescia (242,6) e a Bergamo (295,7). La percentuale degli alunni con cittadinanza diversa da quella italiana è attualmente, nel Lodigiano, il 12,4 per cento di quella scolastica generale. Nell’anno 2004-2005 la percentuale era del 7,3. Il valore è diventato 8,6 l’anno successivo, poi 10,2 e 11,3 nel 2007-2008. Il lodigiano conta il record di alunni immigrati nella scuola elementare. Qui la presenza è del 14,7. Alta anche alla scuola dell’infanzia, dove la presenza è del 14,5 per cento. Alle medie di primo grado è del 13,7, mentre alle superiori si abbassa al 7,4. Dopo Pavia, la provincia di Lodi è quella con la presenza più alta di bambini romeni. Questi ultimi sono 896, il 20,6 per cento, a fronte di una media lombarda del 10,6. Alta è anche la presenza di quelli provenienti dall’Albania (598) e dal Marocco (493). Più di 230 sono gli ecuadoregni e 253 gli indiani. Subito dopo, come numero di presenza, ci sono gli egiziani (231) e i peruviani (139). Bassa la presenza di alunni della comunità filippina (30), cinese (62) e pachistana (6). Per quanto riguarda le superiori, la presenza nei licei scientifici e classici è salita negli anni. Nel 2002 la provincia di Lodi era quella con la percentuale più alta, in Lombardia, di alunni in questo tipo di scuole (1,7 per cento). Tra 2007 e 2008 la percentuale, nei soli licei, è salita al 2,1, ma Mantova ha raggiunto il 3,8, Brescia il 2,6 e Milano il 2,4. A fare la parte del leone sono gli istituti professionali: questi ultimi collezionano il 13,3 per cento degli alunni. Il 7,9 frequenta gli istituti tecnici, il 5,6 gli istituti magistrali e il 4,0 si butta nell’istruzione artistica. Se prendiamo la media italiana, il tasso di istruzione degli stranieri si abbassa: la frequenza ai licei, infatti, a livello nazionale, è dello 0,7 e negli istituti professionali è ferma all’8,7. Se scorporiamo gli istituti non statali, i dati del ministero parlano di una popolazione scolastica immigrata, nella provincia di Lodi, del 6,6 per cento, cioè 286 unità. Sempre in questi istituti, nell’ambito delle scuole primarie la percentuale è pari a zero. Si contano 4 alunni su 804. Alle medie sale all’1 per cento con 2 ragazzini su 341, mentre ritorna a zero nelle superiori. Nessuno dei 248 alunni che frequentano le superiori in scuole non statali parla una lingua diversa dall’italiano. «La differenza per quanto riguarda le difficoltà che possono incontrare gli studenti in classe - annota la referente degli stranieri per il Lodigiano Laura Coci - va fatta tra italofoni e non italofoni. Un conto è chi non ha padronanza del vocabolario, un conto chi è scolarizzato in Italia».

Tiene bene il tempo pieno: in provincia classi da record
Rassegna stampa - Il Cittadino, Cristina Vercellone, 7 ottobre 2009.

Record di classi a tempo pieno in provincia di Lodi. Secondo i dati diffusi dall’ufficio scolastico regionale, il Lodigiano è un territorio virtuoso. Qui le classi a tempo pieno, nell’anno in corso, sono 369, cioè il 75,46 per cento. A fare meglio è solo la provincia di Milano con il 91,94 per cento delle classi. A Pavia la percentuale è ferma al 27,61, a Varese è del 21,32 e a Mantova del 19,89. Una bella differenza.
Per quanto riguarda gli insegnanti, il Lodigiano può contare su un altro record. Nella scuola dell’infanzia, infatti, mentre in Lombardia, il confronto tra 2008 e 2009 segna un taglio di posti dello 0,35 per cento, a fronte di un aumento dello 0,17 per cento di bambini, in provincia di Lodi, la crescita è dell’1,56 per cento. Nessuna provincia riesce a fare meglio: quasi tutte sono con il segno meno davanti e se il segno è positivo, la crescita è ferma all’1,09 per cento. Se i bambini lodigiani delle materne, dunque, stanno abbastanza bene (e anche i loro insegnanti), va peggio per quelli delle elementari. Qui il taglio è dell’1,95 per cento. A realizzare un taglio inferiore è solo la provincia di Mantova (-1,69). La situazione peggiore è in provincia di Como: lì la mannaia della riforma ha tagliato il 5,70 per cento dei posti. Riduzione massiccia anche alle scuole medie. Qui la riduzione è stata dell’11,88 per cento, rispetto a un taglio medio regionale dell’11,05. Nelle scuole superiori, invece, il taglio quest’anno ha riguardato l’1,21 per cento dei docenti, a fronte di una diminuzione regionale del 3,51 per cento. Il Lodigiano, però, è la provincia dove la copertura dei posti con personale a tempo indeterminato è la più bassa della regione, insieme a Mantova. Siamo all’89,90 per cento, mentre la media lombarda è del 91,44.
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