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mercoledì 29 luglio 2009

Mangia sano mangia italiano

Matteo Brunello, dopo la scoperta dei Nas di ieri, ci informa su Il Cittadino di oggi che la Coldiretti rilancia l’allarme e chiede a gran voce al ministro Zaia di introdurre subito l’etichettatura di origine.
Formaggio avariato destinato al Lodigiano.
Operazione “Cibo sicuro”: maxi sequestro dei carabinieri del Nas.
Rassegna stampa.

Prodotti avariati e formaggi realizzati con sostanze non ammesse che potevano finire sulle nostre tavole. È quanto scoperto dai Carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazioni), che hanno sequestrato una gran quantità di merce nell’ambito dell’operazione “Cibo sicuro”, fra le province di Milano, Cremona, Brescia, Genova, Treviso e Udine, sulla scorta delle proteste partite anche dalla provincia di Lodi. Al centro dei controlli anche due caseifici ubicati a nord della provincia di Milano, dove sono state trovate tre tonnellate e mezzo di mozzarelle in cattivo stato di conservazione, oltre a 2,7 tonnellate di sostante illegali da usare nella lavorazione del formaggio. In particolare la cellulosa microcristallina, il biossido di titanio che è un colorante e il latte in polvere. Come confermato dagli stessi Nas del gruppo tutela salute di Milano, «è verosimile che tali prodotti fossero destinati anche al Lodigiano». L’intervento ha portato complessivamente al sequestro di 900 tonnellate di prodotti alimentari e alla denuncia di decine di persone tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna. Tra i casi scoperti nel Milanese, parecchi riguardano l’adulterazione di formaggi a pasta filata. In particolare, una grande quantità di grana dall’origine sconosciuta, marcia e lavata dalla muffa con le pulitrici industriali per pavimenti, oppure dai prodotti lattiero caseari scaduti che stavano per essere riciclati per fare altri formaggi.
«Quanto scoperto dai Nas - commenta la Coldiretti di Milano e Lodi - conferma la necessità di avere l’indicazione d’origine dei prodotti e la completa tracciabilità delle materie prime utilizzate, come abbiamo detto anche la settimana scorsa durante la mobilitazione che ha visto migliaia di allevatori al Brennero e davanti ad alcune aziende di trasformazione». Nel corso del blitz i militari dell’Arma, oltre ad aver posto sotto sequestro i prodotti, hanno anche denunciato diverse persone. E la scoperta ha riaperto il discorso sulla genuinità dei nostri prodotti. «Siamo di fronte a un quadro desolante - spiega Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Milano e Lodi - peggiore anche di quello che immaginavamo. Non si può più aspettare. L’annunciato provvedimento del ministro sull’etichettatura d’origine è più urgente che mai per salvate la salute dei consumatori e per difendere le aziende agricole che puntano su qualità e controlli igienico sanitari ma che devono poi affrontare la concorrenza sleale di chi specula con sottoprodotti e sostanze chimiche».
E sullo stesso fronte, gli fa eco Enzo Pagliano, direttore Coldiretti di Milano e Lodi: «Noi abbiamo denunciato che una mozzarella su due è straniera e una su quattro viene fatta con cagliate estere, ma qui viene fuori che addirittura si usano sostanze chimiche per uno dei prodotti di punta del nostro Made in Italy. È un danno per i nostri allevatori, oltre a una truffa e un rischio per la salute dei consumatori».

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