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venerdì 1 gennaio 2010

LA “GRANDE CRISI” HA TOCCATO IL FONDO. PRONTI A RIPARTIRE?

“Capita una volta in un secolo” , ha dichiarato a un certo punto e a denti stretti, quasi scusandosi per non aver previsto il tracollo globale, l’ex governatore della Federal Reserve, Alan Greenspan. E non c’è dubbio che il 2009 sarà ricordato come l’anno della più grave recessione planetaria dal secondo dopoguerra. Se nel 2008 era stata infatti la grande finanza "di carta" a fare crac – con la bancarotta di Lheman Brothers e la carneficina dei mutui subprime – nei dodici mesi che abbiamo appena salutato a pagare il conto più salato è stata invece la cosiddetta "economia reale": le imprese, i lavoratori, le famiglie. Il Pil si è contratto ovunque, i consumi si sono atrofizzati e la disoccupazione è cresciuta in molti Paesi a due cifre. Ci vorrà tempo per recuperare. L’Italia tutto sommato – in parte grazie alla solidità del sistema bancario, in parte al suo sistema di tutele – ha retto meglio di altre grandi economie. Gli Stati hanno dovuto in ogni caso intervenire pesantemente, insieme alle Banche centrali, per sostenere l’economia. Il rientro dai deficit eccessivi e dai debiti pubblici abnormi sarà pertanto, insieme al lavoro, il tema economico del 2010, già ribattezzato ' exit strategy', strategia di uscita. Si spera, naturalmente, anche dalla crisi, considerate le prime schiarite intraviste a fine anno.