FATTI E PAROLE

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domenica 29 novembre 2009

Notiziario Brembiese, n. 10 - 29 novembre 2009

Notiziario Brembiese
Numero 10, 29 novembre 2009

Capire il biogas.
Ritorniamo sulla questione del biogas a Brembio proponendovi la visione di due video che parlano di centrali a biogas. Naturalmente non si riferiscono all'impianto reale in costruzione, ma attraverso le immagini evidenziano, al di là delle ovvie differenze di progetto, il funzionamento, l'architettura e le caratteristiche costruttive di base. Li proponiamo per ampliare le conoscenze su due impianto che saranno parte del panorama del nostro territorio.
Il primo video è una animazione, mostra come l'impianto funziona. Il testo è in inglese ma le figure sono sufficientemente autoesplicative e permettono di farsi un'idea precisa di cosa consista una centrale a biogas.



Il secondo video mostra la costruzione di un impianto. Le prime parole in tedesco che aprono il filmato significano "Produciamo l'energia del futuro".



Soggiorno Climatico 2010.
La località scelta per il 2010 è Spotorno, in provincia di Savona, presso l'Hotel Graziella nel periodo dal 4 Marzo 2010 al 18 Marzo 2010.
Queste le caratteristiche dell'albergo: «ambiente signorile e familiare, in posizione tranquilla a 50 metri dal mare, dotato dei migliori comfort; facilmente raggiungibile dal vicino svincolo autostradale; ascensore, camere con servizi, telefono diretto, TV color, cassaforte individuale, giardino, terrazzo solarium, riscaldamento centrale, locali completamente climatizzati, servizio bar e ristorante, colazione a buffet; trattamento e cucina mediterranea di ottimo livello seguiti direttamente dai proprietari. Aperto tutto l'anno. Spiaggia convenzionata».



Santa Lucia.
L'Associazione Turistica Pro-Loco organizza per la serata del 12 Dicembre 2009 la tradizionale "fiaccolata di Santa Lucia". L'appuntamento e previsto per le ore 20.30 con partenza dalla Piazza Matteotti, si percorreranno le Vie : Montegrappa - Chiosazzo - Togliatti - Dalla Chiesa - Caravaggio - Vittorio Veneto per poi ritrovarsi in Piazza Matteotti per la distribuzione di un piccolo dolce dono a tutti i bambini.



Concerto del Corpo Bandistico F.Cilea.
Nel pomeriggio del 13 Dicembre 2009 a partire dalle ore 16.00 presso la Scuola Media "G.Rossa" il Corpo Bandistico "F.Cilea" eseguirà un concerto d'ascolto.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.



Iniziativa Babbo Natale del Gruppo Arcobaleno.
Come ogni anno Babbo Natale e la sua slitta passerà a consegnare i regali. L'appuntamento è per il pomeriggio del 24 Dicembre. I pacchi da recapitare, muniti di nome cognome e indirizzo, potranno essere consegnati ai volontari del Gruppo Arcobaleno presso il magazzino comunale dalle ore 16,00 alle ore 18.00 dei giorni 6-13-20 Dicembre 2009.


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mercoledì 25 novembre 2009

Anziani e lavoro

Anche il lavoro va adattato alla società che invecchia.
Rassegna stampa - Avvenire, Giuseppe Pennisi, 25 novembre 2009.

Dal «Rapporto Nazionale 2009 sulle condizioni e il pensiero degli anziani: una società diversa», presentato nei giorni scorsi, si evince che già il 20% degli italiani ha più di 65 anni (nel Nordest si sfiora il 30%), il 60% degli ultra­65enni sono donne e un terzo dei lavoratori attivi è nella 'terza età'. «Il welfare – conclude il documento – necessita di urgenti interventi per adeguarsi ai bisogni di queste nuove generazioni di anziani» in una società in cui nel 2050 l’aspettativa di vita raggiungerà gli 86,6 anni per gli uomini e gli 88,8 per le donne.
Gli interventi più importanti, a nostro avviso, riguardano l’adattamento del mercato del lavoro ad un processo di pensionamento graduale, l’implementazione di alcuni meccanismi previdenziali specifici e il sistema sanitario nel suo complesso. Tali interventi potranno essere compiuti dopo il superamento della crisi economica in corso ma occorre cominciare a rifletterci da ora. In materia di lavoro, la priorità è facilitare l’occupazione degli anziani che possono e vogliono restare attivi.
Negli Usa il risultato si è prodotto anche grazie a una sentenza della Corte Suprema che ha giudicato discriminatori, e incostituzionali, i 'limiti di età'. Rientrando in Italia, sarebbero probabilmente da ripensare norme recenti che, con l’obiettivo di svecchiare la dirigenza pubblica, hanno reso più stringenti tali 'limiti'. Lo scopo di poter disporre di una dirigenza giovane e nel contempo mantenere gli anziani al lavoro (se possono e vogliono farlo), si può raggiungere ponendo alle posizioni dirigenziali 'tetti di età' anche inferiori a quelli attuali (nelle organizzazioni dell’Onu, ad esempio, sono fissati a 57 anni) ma facendo sì che i dirigenti 'giovani' siano affiancati da 'anziani' in posizione di staff, magari anche a part-time, della cui esperienza possano avvalersi. Ciò potrebbe favorire anche la posposizione dell’età effettiva di pensionamento.
Ancora, da noi è di queste settimane l’accordo secondo cui gli avvocati non potranno fruire di pensioni di vecchiaia prima dei 70 anni di età e di 35 anni di contributi. Pur se il meccanismo 'contributivo' per il computo dei trattamenti previdenziali induce a ritardare l’età della pensione, è auspicabile che misure come questa vengano generalizzate al fine di evitare lo scenario di un’Italia in cui il 30-40% della popolazione sarà composta da anziani indigenti a causa di pensioni raggiunte troppo precocemente e di assegni che col tempo perdono troppo valore.
La revisione di alcune norme lavoristiche e previdenziali dovrebbe poi essere accompagnata da misure specifiche attinenti all’indicizzazione dei trattamenti. Quando il meccanismo 'contributivo' sarà pienamente in vigore, il rapporto tra ultimo stipendio e primo assegno pensionistico sarà attorno al 50%.
Tale livello può essere considerato adeguato dato che molti pensionati disporranno di capitali accumulati in vita attiva. Smentendo il teorema per il quale Franco Modigliani ebbe il Premio Nobel, infatti, un’analisi dell’Università di Chicago avverte che nell’America in cui il saggio di risparmio di individui e famiglie è rasoterra, solo gli anziani hanno tassi positivi di risparmio, sia per il desiderio di lasciare un’eredità a figli (il 25% degli anziani risparmia a questo scopo) sia per la preoccupazione di spese elevate quando non saranno autosufficienti. Negli Usa chi nel 2009 va in pensione a 65 anni deve accantonare, a seconda del reddito e del genere, tra i 135.000 e i 400.000 dollari per premi assicurativi sanitari e spese sanitarie non assicurabili.
L’invecchiamento sempre più elevato implica però la necessità di un maggiore tasso d’indicizzazioni delle pensioni a partire dai 75 anni e una politica mirata al miglioramento dei servizi sanitari per gli anziani.
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martedì 24 novembre 2009

Che altro da un governo 'pappone' di evasori e bancarottieri

Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro al prefetto, sotto accusa il conguaglio di inizio anno che provocherà decurtazioni. Tagli sulla pensione per 70mila lodigiani. A gennaio da 10 a 25 euro in meno sul libretto, i sindacati protestano.
Rassegna stampa - Il Cittadino, Greta Boni, 24 novembre 2009.

A gennaio i pensionati potrebbero trovarsi il libretto più “leggero”. Sul conto potrebbero mancare 10, 15 o 25 euro a seconda dei casi, una “sorpresa” che sicuramente non sarà accolta di buon grado dai diretti interessati, soprattutto in tempi di crisi. In questo caso, poi, i “diretti interessati” sono circa 70mila in tutta la provincia: un esercito. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionati hanno deciso di denunciare la situazione, proprio per questo motivo hanno chiesto per la giornata di giovedì un incontro al prefetto di Lodi, Peg Strano Materia, un’occasione per manifestare al Governo la rabbia e la frustrazione dell’intera categoria. I guai dei pensionati sarebbero causati dai meccanismi di calcolo, che per il mese di gennaio faranno registrare un conguaglio negativo su tutte le pensioni italiane. «Tutti si troveranno una decurtazione - afferma Loris Manfredi, segretario provinciale dello Spi Cgil -, proprio mentre è stato approvato lo “scudo fiscale” che premia evasori e bancarottieri. I pensionati non sapranno nemmeno il perché e si precipiteranno nelle nostre sedi a chiedere spiegazioni».
Un lodigiano con una pensione lorda di mille euro, senza famiglia a carico, potrebbe trovarsi 14 euro in meno sul conto. «I conti non sono ancora stati del tutto completati - aggiunge Ugo Menin, segretario provinciale della Fnp Cisl -, bisognerà vedere se quel punto percentuale che si deve recuperare in base all’inflazione sarà recuperato in una o due mensilità, oppure se si deciderà di soprassedere o di dilazionare la somma. È chiaro che altrimenti ci saranno perdite rilevanti per i pensionati». Nonostante la preoccupazione per le pensioni, Cgil, Cisl e Uil possono vantare in questi giorni un’importante vittoria: a livello regionale è stato firmato un accordo che garantirà in Lombardia lo stanziamento di 50 milioni di euro a favore delle persone non autosufficienti. I soldi serviranno per incrementare i servizi domiciliari sul territorio, al momento non è stata ancora stabilita la cifra esatta destinata al Lodigiano. Per far conoscere ai cittadini i contenuti della trattativa, i sindacati allestiranno un gazebo nel centro storico per la mattinata di giovedì e distribuiranno i volantini. «Si tratta di risorse in più oltre a quelle dei fondi nazionali - specifica Manfredi -, inoltre è prevista l’istituzione di un tavolo di confronto permanente che avrà lo scopo di verificare l’utilizzo dei fondi e l’attività dei distretti. È doveroso sottolineare che i non autosufficienti non sono solo gli anziani, ma anche le persone in coma o i malati di Sla». Questo significa che le malattie più gravi saranno prese in carico totalmente dal sistema sanitario regionale. «Il risultato raggiunto è significativo - conclude Menin -, anche perchè in ogni distretto nascerà un centro in grado di assicurare le risposte più adeguate ai bisogni dei non autosufficienti».
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venerdì 20 novembre 2009

In Italia siamo oltre 60 milioni



Alla fine del 2008 la popolazione residente in Italia è pari a 60.045.068 unità, di cui 29.152.423 maschi e 30.892.645 femmine. Il Nord rimane ancora la ripartizione con il maggior numero di residenti, 27.390.496, con una percentuale del 45,6 per cento. Al Centro i residenti sono 11.798.328 unità, con una percentuale del 19,6 per cento, mentre nel Mezzogiorno sono 20.856.244 unità, con una percentuale del 34,7 per cento. I dati sono contenuti nell'annuario statistico italiano del 2009 dell' Istat. che è stato diffuso questa mattina.
L'incremento registratosi rispetto al 2007 - in cui la popolazione complessiva ammontava a 59.619.290 residenti - è pari a 425.778 unità, e, come per l'anno precedente, è dovuto al contributo del saldo migratorio. Questo, infatti, pur risultando inferiore rispetto al 2007, con 434.245 unità, neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-8.467 unità).
A livello territoriale è da notare come il quoziente di natalità del Centro, negli scorsi anni al di sotto della media nazionale, nel 2008 superi tale valore (pari al 9,6 per mille), passando dal 9,2 per mille del 2007 al 9,7 del 2008.
Anche le regioni del Nord vedono un incremento del quoziente di natalità, che passa dal 9,6 al 9,7 per mille, mentre il Mezzogiorno rimane stabile al 9,6 per mille.
L'aumento delle nascite non è però sufficiente a contrastare la crescita della mortalità. Il quoziente di mortalità sale sia al Nord (si passa dal 9,9 al 10,2 per mille) che al Centro (dal 10,0 al 10,3 per mille), e quindi, come già successo nel 2007, il saldo naturale è negativo.
Il Mezzogiorno, con un quoziente pari al 9,0 per mille, continua ad essere la ripartizione con la mortalità più bassa, e, come negli anni precedenti, rimane l'unica ripartizione ad avere un saldo naturale positivo.
Italiani sempre più vecchi, 1 su 5 ha più di 65 anni.
Prosegue il processo di invecchiamento della popolazione, al punto che ormai un italiano su cinque è ultrassessantacinquenne. I ''grandi vecchi'' (dagli ottanta anni in su) rappresentano il 5,6% della popolazione italiana.
A fine 2008 l'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con piu' di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 143,1%. Nella graduatoria internazionale (dati 2007), la Germania, con un indice pari a 146,4, è il paese maggiormente investito dal fenomeno dell'invecchiamento, seguita dall'Italia. Bulgaria e Grecia sono gli altri paesi dell'Unione europea in cui la popolazione ha una struttura per età particolarmente anziana.
Quasi il 40% degli italiani non sta bene. L'artrosi è la malattia più diffusa.
La presenza di patologie croniche costituisce un importante indicatore per comprendere lo stato di salute della popolazione. Nel 2009 il 38,8% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all'86,9% per gli ultrasettantacinquenni.
Le malattie croniche più diffuse sono l'artrosi/artrite (17,8%), l'ipertensione (15,8%), le malattie allergiche (10,2%), l'osteoporosi (7,3%), la bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%) e il diabete (4,8%).
Sempre più italiani usano il Web. Boom tra i giovani (86%).
Nel 2009 crescono gli utilizzatori del personal computer e di Internet, che ormai rappresentano rispettivamente il 47,5% (44,9 nel 2008) della popolazione di 3 anni e oltre e il 44,4% (era 40,2%) di quella di 6 anni e più. Se l'aumento riguarda tutte le fasce di età, l'uso del pc coinvolge soprattutto i giovani e tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (86% rispetto all'80% del 2008); con il crescere dell'età diminuisce l'uso e fra i 65 e i 74 anni la percentuale scende al 9,9%, per raggiungere il 2,4% fra gli ultra settantacinquenni. A livello territoriale, permane uno squilibrio sia nell'uso del pc (Nord e Centro rispettivamente 51,5% e 48,8%, Mezzogiorno 41,5%) che in quello di Internet (Nord e Centro rispettivamente 48,3% e 46,8%, Mezzogiorno 38,0%). (Asca)

Nuova influenza.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha reso noto oggi che è stata riscontrata una mutazione in alcuni campioni del virus della nuova influenza prelevati dopo i primi due casi di decessi per H1N1 avvenuti in Norvegia.
Le vittime in Italia per la nuova influenza A/H1N1 sono 68, le vaccinazioni circa 167.680: e' quanto si legge in un comunicato del Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali, facendo il punto della situazione alle ore 17,00. (Asca)
Aggiornati il numero dei casi e l'incidenza con il nuovo rapporto del sistema di sorveglianza Influnet basato sui medici sentinella. In base ai dati Influnet della 46ª settimana (9-15 novembre) i casi di influenza settimanali stimati sono circa 752mila. Le Regioni dove si registra la più ampia diffusione del virus sono le Marche con un incidenza dell'2,9 per cento seguite da Emilia Romagna (1,8), Lazio (1,7), Abruzzo (1,6) e Campania (1,6). I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un'incidenza pari al 3,6 per cento (2,6 nei più piccoli da zero a 4 anni e 4,2 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai 64 anni l'incidenza dell'influenza è dello 0,7 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento. Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 489 ricoveri in ospedale per complicanze di cui 241 che richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,0105 per cento del totale stimato delle persone che hanno contratto la nuova influenza A. La percentuale delle vittime correlate all'influenza A è lo 0,0029 per cento dei malati, contro lo 0,2 per cento delle vittime correlate alla normale influenza. Va considerato che essendo la percentuale delle vittime calcolata considerando i casi clinici segnalati al sistema di sorveglianza, poiché questi sono molto probabilmente sottostimati, il valore potrebbe essere addirittura inferiore alla stima sopra riportata. (Asca)
È salito ad almeno 6.750 il bilancio delle vittime della nuova influenza in tutto il mondo. A renderlo noto l'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineando che dalla scorsa settimana c'è stato un incremento di 500 morti. Una settimana fa, infatti, la conta delle vittime per il virus A(H1N1) era di 6.250 morti. Il numero più alto di decessi resta quello registrato nel continente americano: 4.806 vittime. In Asia e nella regione del Pacifico finora sono stati riscontrati 1.323 decessi, mentre in Europa almeno 350 persone hanno perso la vita a causa della pandemia. (Asca)
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giovedì 5 novembre 2009

Notiziario Brembiese, 8 - 5 novembre 2009

Notiziario Brembiese
Numero 8, 5 novembre 2009

Il Centro Anziani aperto la domenica
L'assessore ai Servizi alla persona Renato Noli avvisa, con un manifesto appeso presso tutti gli esercizi commenrciali del paese, che il Centro Anziani "Anni Sempre Verdi" sarà aperto la domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.30. Presso il centro si potrà giocare a carte, a scacchi, a dama, a tombola, ballare, e quant'altro per socializzare e passare la domenica in compagnia. A partire da domenica 15 novembre, ore 16.00 intrattenimento musicale di Mary Barbieri; alle ore 18.30 aperitivo offerto dall'Auser.

La comunicazione per la tassa rifiuti (Tarsu)
I soggetti che dal 01/01/2009 hanno iniziato ad occupare o detenere locali e/o aree tassabili siti nel territorio del comune hanno l'obbligo ai sensi dell'art. 70 del D.Lgs 507/93 (di cui sotto si riportano i due commi che interessano) di presentare apposita denuncia d'iscrizione redatta su modelli predisposti e messi a disposizione dal comune entro e non oltre il 20/01/2010.
art. 70 Denunce.
1. I soggetti di cui all'art. 63 presentano al comune , entro il 20 gennaio successivo all'inizio dell'occupazione o detenzione, denuncia unica dei locali ed aree tassabili siti nel territorio del comune. La denuncia è redatta sugli appositi modelli predisposti dal comune e dallo stesso messi a disposizione degli utenti presso gli uffici comunali e circoscrizionali.
2. La denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilità siano rimaste invariate. In caso contrario l'utente è tenuto a denunciare, nelle medesime forme, ogni variazione relativa ai locali ed aree, alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comunque influisca sull'applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia.

I soggetti che nel corso del 2009 hanno cessato di occupare o detenere locali e/o aree tassabili siti nel territorio del comune hanno l'obbligo ai sensi dell'art. 64 del D. Lgs 507/93 (si riportano sotto i commi 3 e 4) di presentare apposita denuncia cessazione redatta su modelli predisposti e messi a disposizione dal comune secondo le istruzioni normative sotto riportate.
art. 64 Inizio e cessazione dell'occupazione o detenzione.
(Omissis) 3. La cessazione nel corso dell'anno, dell'occupazione o detenzione dei locali ed aree, dà diritto all'abbuono del tributo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui è stata presentata la denuncia della cessazione debitamente accertata.
4. In caso di mancata presentazione della denuncia nel corso dell'anno di cessazione, il tributo non è dovuto per le annualità successive se l'utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l'occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta dall'utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d'ufficio... (omissis).


Tir a campare che l'erba cresce
Il problema dei tir per il paese continua a rimanere un problema. Le foto sono di ieri.







Nella foto che segue un tir fermato e multato qualche giorno fa.



Strada del Polenzone
Ancora due fotografie di martedì di un tratto di strada che avevamo già evidenziato. Da queste foto si può intuire il motivo del cedimento, tenendo conto che l'acqua della Casala fuoriesce a monte da un altro condotto di caratteristiche analoghe, che le fa aumentare la velocità.




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venerdì 14 agosto 2009

4.200 gli iscritti all'Auser lodigiana

Gaetano Ecobi su Il Giorno di oggi ci parla dell'Auser provinciale.
L’associazione copre 33 comuni, inaugurate nuove sedi.
Un esercito di 4.200 volontari.

Rassegna stampa.

Corte Palasio —Da oggi l’Auser provinciale ha una sezione in più, arrivando così a “coprire” 33 dei 61 Comuni del Lodigiano (fra essi il capoluogo, Casalpusterlengo, Lodi Vecchio; in “trattativa” Codogno e Sant’Angelo). La nuova nata è l’associazione “L’alba nuova” di Corte Palasio e Abbadia Cerreto, ufficializzata mercoledì sera nel municipio di Corte Palasio, alla presenza del presidente provinciale Mario Bassanini, del suo vice Angelo Carini, dei sindaci dei due Comuni dell’Oltreadda Adriano Cucchi e Marco Stabilini, degli assessori ai Servizi sociali, di un pubblico numeroso. Presidente del neonato sodalizio è Francesco Ferrari, il “gigante buono” che ha dedicato la sua vita lavorativa di provetto macchinista litografo prima alla Lodigraf e poi alla Fenice Grafica. Vice presidente Walter Natale Decarli, segretaria e tesoriera Daniela Pavesi, altri consiglieri Giorgio Clerici, Desireè Cremonesi, Pietro Geracitano, Luigia Granata, Giuseppina Emanuelita Olivari e Michele Piazza; con il collegio dei sindaci composto da Renato Cremonesi, Cristina Pavesi e Domenico Schiavone.
«L’attività — ha detto il presidente Ferrari — sarà operativa già dal prossimo mese di settembre». Soddisfatti i dirigenti provinciali Bassanini e Carini: «Si arricchisce ulteriormente — dicono — un’associazione che in Provincia di Lodi conta 4.200 iscritti, il 10% dei quali si prodiga attivamente e assiduamente nel servizio di volontariato». L’Auser, associazione aperta a tutti senza vincoli di età, di partito o di sindacato, è nata nel Lodigiano nel 1993 e si prefigge lo scopo principale di rendersi utile verso chi ha bisogno: creando opportunità per stare insieme, promuovendo idee, progetti, opere per migliorare la qualità della vita; gestendo servizi di sostegno per anziani indigenti, ragazzi svantaggiati, persone disabili; offendo il proprio contributo per migliorare i servizi pubblici, organizzando iniziative culturali, gite, feste, intrattenimenti, attività amatoriali.
Tra i fiori all’occhiello dell’Auser lodigiano la gestione, affidata dalla Regione Lombardia, del “Filo d’argento”, il telefono amico che accoglie le richieste degli anziani in condizioni di disagio sociale. E per domani, giorno di Ferragosto, grandi feste in tutti i paesi del territorio, con pranzi sociali, momenti di danza e divertimento. Per Lodi città l’appuntamento è alla sede estiva presso il parco del Belgiardino: dopo il pranzo, musica e balli, tornei di carte e bocce. E possibilità di iscriversi alla gita del prossimo 16 settembre ai “Magli di Bienno” e al “Parco delle feste” di Angolo Terme.
I numeri. Oltre 20mila pasti consegnati a casa Percorsi 360mila km.
Con la collaborazione del Parco Adda Sud, che ha messo a disposizione un automezzo per gli spostamenti e alcune attrezzature, l’Auser lodigiano è in prima linea in Abruzzo per contribuire alla ricostruzione dopo il terremoto. Il “campo” che vede operativi i volontari lodigiani in modo particolare per quanto riguarda il servizio-pasti e le pulizie, oltre alla compagnia e al conforto, è quello di Coppito, località dalla quale sono rientrati nei giorni scorsi i primi sei rappresentanti Auser: il caposquadra Giovanni Benzi, Erika Mader, Luisa Fugazza, Franco Giulietti, Serafino Omini. E domenica scorsa è partito da Lodi un altro gruppo di volontari, tutti giovanissimi: Marco Cavaliere, Manuela Mangano, Franco Merlino, Aurora Omini, Gloria Scaini. Rientreranno domenica.
Il vicepresidente provinciale dell’Auser lodigiano Angelo Carini ricorda il successo che sta riscuotendo l’attività del “Filo d’argento”. Nel 2008 sono giunte al numero verde (800 995988) o al centralino di via Cavour ( 0371 565440) 13.942 chiamate telefoniche e sono stati realizzati 37.490 interventi: di essi 16213 per accompagnamento, trasporto a servizi sociosanitari e assistenziali, 547 per consegna spesa o medicine, 183 per compagnia telefonica o a domicilio, 20.734 per consegna pasti, 275 per piccoli aiuti domestici. I volontari impegnati sono stati 271, hanno impiegato 46.223 ore e percorso 362.846 chilometri. Il 78% degli interlocutori è di sesso femminile, l’81% ha più di 64 anni, il 76% è pensionato, il 63% vive solo, il 75% telefona personalmente.

domenica 9 agosto 2009

Dopo gli immigrati gli ultrasessantacinquenni

Un'iniziativa proposta a Brembio da Sozzi, bocciata dal centrodestra a Casale.
La giunta sta pensando a una soluzione alternativa per andare incontro alle esigenze degli ultra65enni. «La polizza per anziani? Un flop».
La giunta non rinnova l’assicurazione contro i furti.

Rassegna stampa - Andrea Bagatta, Il Cittadino di ieri.

Addio all’assicurazione comunale contro furti e rapine per gli anziani di oltre 65 anni: la nuova maggioranza di centrodestra la considera sostanzialmente un flop e non ha rinnovato la polizza, in scadenza il 31 agosto.
L’assicurazione era stata voluta dall’allora sindaco Angelo Pagani nel 2006, e garantiva agli anziani over 65 la copertura delle spese, fino a 250 euro, per i danni subiti durante furti o tentativi di furti e rapine: ripristino di porte e finestre, interventi di artigiani qualificati e persino una notte in albergo qualora l’abitazione fosse inagibile, con piccoli eventuali servizi di trasporto per strutture sanitarie o per la spesa a casa. Oltre a questi interventi pratici, con la polizza venivano attivati una serie di servizi di assistenza telefonica di carattere sanitario.
La polizza ha coperto nel corso dell’ultimo anno 2436 anziani ultrasessantacinquenni, a un costo di 2,47 euro ciascuno per un totale di 6.016,92 euro a carico delle casse comunali. Costi analoghi erano stati sostenuti gli anni precedenti.
Gli interventi riferiti agli artigiani, da agosto 2006 a maggio 2009, data dell’ultima rilevazione, sono stati però soltanto 11. Da qui la riflessione della maggioranza che reputa non strategica l’assicurazione. «Abbiamo visto che i dati di utilizzo non giustificano la spesa dell’assicurazione - dice il vicesindaco Maria Luisa Braguti -. La polizza va in scadenza a fine agosto e non l’abbiamo rinnovata, ma stiamo già pensando ad alcune soluzioni alternative per mantenere quanto di buono aveva in sé, che è poi la valenza sociale dell’operazione».
Se infatti l’assicurazione è stata un flop in quanto a richieste di intervento di falegnami, idraulici, elettricisti e fabbri in seguito a furti o rapine, un dato peraltro da valutare positivamente se riferito al numero di furti e rapine, evidentemente basso, la componente di assistenza sociale telefonica è stata grandemente utilizzata: nei tre anni, i pareri medici immediati richiesti sono stati 350, le consulenze di carattere geriatrico sono state 94 e le informazioni sanitarie richieste 81, con un’altra cinquantina di contatti per richiesta di informazioni generiche. All’interno di questi dati non è possibile, per motivi di privacy, capire da chi siano state fatte le telefonate, e nemmeno con quale scopo puntuale. Tuttavia è chiaro che se un servizio ha funzionato ed è stato utilizzato, tra quelli previsti dalla polizza, è sicuramente quello della consulenza.
«Con il risparmio del costo dell’assicurazione possiamo pensare di istituire un servizio di telefono amico con l’assistenza anche sanitaria, magari da attivarsi direttamente con il personale della nostra casa di riposo - spiega l’assessore ai servizi sociali Ilaria Bruschi -. Per il momento è un’ipotesi, ma di sicuro, a quei costi, la polizza non aveva senso. Daremo un servizio più orientato alle esigenze effettive dei nostri anziani».

venerdì 3 luglio 2009

I pensionati lodigiani tirano sempre più la cinghia

Un secondo articolo che riprendiamo da Il Cittadino di oggi per la nostra rassegna stampa è di Greta Boni che ci illustra gli allarmanti dati diffusi dalla Cgil: nel territorio su 65mila sono ben in 32mila a faticare ad arrivare alla fine del mese. La povertà colpisce un anziano su due.
La metà dei pensionati lodigiani ha un reddito da 7500 euro.
Rassegna stampa.

Un pensionato lodigiano su due rischia di “fare la fame”. La maggior parte degli anziani deve fare i conti con un reddito da 7.500 euro lordi all’anno, una somma con cui è quasi impossibile riuscire a pagare le spese di tutti i giorni.
Nel 2007, secondo gli ultimi dati a disposizione dell’Inps e forniti dalla Cgil, il 49 per cento delle pensioni non supera la fatidica soglia: su oltre 65mila pensioni erogate, ben 32mila sono al di sotto delle 7.500 euro. Inoltre, 19mila persone si piazzano in una fascia compresa tra le 7.500 e le 15mila euro.
Eppure, con la crisi che avanza, gli anziani sono diventati un’ancora di salvezza per molte famiglie. Anzi, si sono trasformati in una specie di “cassa di mutuo soccorso” dei figli: «Anche nel Lodigiano - affermano Loris Manfredi e Piero Mazza, che seguono i problemi della categoria per la Cgil - il reciproco sostegno tra le generazioni è sempre più problematico».
Nel 2006 gli ultra 65enni rappresentavano il 19 per cento della popolazione, gli ultra 75enni l’8 e gli ultra 85enni il 2. Se si prova a immaginare cosa accadrà nel 2016, il sindacato ipotizza che i numeri saliranno al 22 per cento per gli over 65, l’11 per cento per gli over 75 e il 3 per cento per i più anziani. Le proiezioni, poi, mostrano che i residenti non autosufficienti nei prossimi dieci anni saranno tra i 5 e gli 8mila: numeri su cui riflettere per mettere in campo nuove politiche di sostegno.
A questo proposito, Cgil, Cisl e Uil avevano lavorato insieme a una piattaforma, che sebbene sia ancora valida sotto alcuni punti di vista, ora necessita di una revisione. «Certamente ci sono aspetti come i servizi e i contributi agli anziani che vanno ancora bene - aggiungono Manfredi e Mazza -, ma c’è anche una nuova partita da giocare, quella legata alla dimensione socio-assistenziale». Al suo interno ha un ruolo fondamentale la questione delle case di riposo, a questo proposito si devono per forza tenere in considerazione i dati a disposizione: su 626 strutture lombarde, 256 sono in perdita. «La nostra proposta - dicono i sindacalisti - è quella di mettere le Rsa in rete, sarebbe un modo per risparmiare. Il Consorzio per i servizi alla persona avrà un ruolo fondamentale per cercare di aiutare le persone in difficoltà e quelle non autosufficienti. Attualmente, il fondo destinato a quest’ultima categoria non c’è più, e non si sa se ci saranno prima o poi dei soldi a disposizione».
Nei prossimi mesi le diverse organizzazioni sindacali dovranno confrontarsi sulla questione. A settembre, infine, Cgil, Auser e Federazione lavoratori conoscenza faranno partire una raccolta firme per presentare una legge sulla “formazione permanente degli adulti”: «Gli enti locali devono mettere gli anziani nelle condizioni di sapere quali sono i loro diritti e come fare per risolvere i loro problemi».

giovedì 25 giugno 2009

Ma chi si occuperà della terza età?

Bene ha fatto il sindaco Sozzi a coinvolgere tutti i consiglieri di maggioranza nell’amministrazione attribuendo loro l’incarico di seguire particolari materie. Stante il debutto in politica amministrativa della gran parte, l’iniziativa può aiutare a far crescere una nuova generazione di amministratori rendendoli esperti e pienamente consapevoli della molteplicità dei problemi che un Comune deve affrontare oggi. Detto questo, ci pare propositivo segnalare una lacuna nelle deleghe, o meglio una mancata specificità in una materia che riteniamo di sottoporre all’attenzione del sindaco e della giunta.
Ci riferiamo alla questione della terza età, che non è solo assistenza e servizi sociali. Così come si è previsto un particolare incarico dato al consigliere Minoia di seguire le problematiche giovanili, altrettanto si poteva fare nei riguardi della popolazione anziana che non è marginale in un paese come il nostro. È vero che la vita attiva dei nostri “vecchi” può essere presa in considerazione in molteplici altri ambiti, da quello della cultura, a quello del tempo libero, a quello dell’associazionismo e del volontariato, a quello dei servizi alla persona. Tuttavia l’ambito della terza età ha una sua specificità che dovrebbe essere colta, in quanto gli anziani, i pensionati costituiscono una ricchezza della comunità in termini di saperi, competenze, abilità che possono essere utilizzati non solo in funzione anti-emarginazione, ma soprattutto nell’interesse sociale di tutta la comunità.
La presenza di un centro diurno è buona cosa, ma la struttura in sé non basta. Bisogna pensare ad animarla, non si può lasciare un aspetto delicato all’improvvisazione e alla buona volontà di qualcuno. Già questo dovrebbe suggerire che sarebbe buona cosa affidare ad una persona l’analisi delle possibilità, la progettazione ed il coordinamento delle iniziative in stretto contatto con le associazioni di volontariato che si occupano localmente della questione. Organizzazione di corsi che coinvolgano gli anziani come discenti ma anche come docenti nelle loro specifiche abilità e manualità, ad esempio. Perché far morire conoscenze diffuse tra i nostri anziani (ricamo, per dirne una ed altre abilità creative legate all’artigianato e ai “mestieri” casalinghi) e non trasmetterle ai giovani? Perché non organizzare momenti di socializzazione dove si dia libero sfogo alla creatività artistica e letteraria? Perché non pensare al recupero della lingua e delle tradizioni coinvolgendo nella conservazione proprio i depositari di tali saperi? E naturalmente anche momenti ludici.
Ma c’è anche un altro aspetto che va valorizzato, sia attraverso l’associazionismo, ma anche attraverso l’estemporaneità: il fatto cioè che l’anziano, il pensionato è ancora in genere persona attiva che può dare molto alla collettività se stimolato o incentivato. E l’ambito sociale in cui si può chiedere la sua collaborazione è ampio. Basta volontà, fantasia e un progetto.