Rassegna stampa - Guido Bandera, Il Giorno di ieri.
Il vertice è di ieri. Si tratta della prima conferenza di servizi per la richiesta di allargamento della discarica di Cavenago d’Adda. Un ampliamento inizialmente previsto in 300mila metri cubi, che però potrebbe crescere ulteriormente, consentendo a questo punto di dare più spazio ai rifiuti, anche agli inerti, venendo incontro alle esigenze sollevate dalla Regione, che ha bocciato il piano rifiuti provinciale. Alla riunione, oltre ai tecnici dei settori viabilità e ambiente della Provincia, c’era anche la Regione, con il Parco Adda, il consorzio irriguo della Muzza, il Comune di Cavenago, intervenuti a esaminare la richiesta della Ecoadda, azienda che gestisce il sito di Cavenago.
Problemi grossi non ne sono emersi e Ecoadda si è detta disposta a presentare una richiesta di ampliamento ulteriore di un milione di tonnellate. Nessun problema segnalato da parte dell’ente irriguo, per quanto riguarda la gestione delle acque superficiali. Unico tema da approfondire nello specifico, la gestione delle terre di scavo, legate all’ampliamento del sito di smaltimento rifiuti. Ora, in programma nelle prossime settimane, una ulteriore riunione, con un esame più preciso della proposta della Ecoadda. Non sono emerse comunque grandi obiezioni al piano: tutti sono consapevoli che l’allargamento di Cavenago potrebbe essere una via di mediazione fra la richiesta regionale di nuovi spazi per rifiuti e il no all’impianto di Senna Lodigiana.
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